FOOD: la Pizza di Starita “sfida” SPONTINI

Dopo Sorbillo, un’altra napoletana sfida Spontini nel settore “pizza”.

MILANO,

La “guerra” della pizza napoletana di Starita sarà principalmente nei confronti del trancio milanese di Spontini in continua espansione (l’ultima inaugurazione in piazza Duca d’Aosta). «Perché ogni pizza è unica e dipende dal suo forno e dalla sua famiglia» spiega Antonio Starita, e «non può essere mai una catena».

Per arricchire l’invasione della pizza napoletana a Milano, mancava solo lui: Antonio Starita, figlio di Giuseppe e nipote di Alfonso, l’uomo che nel 1901 aprì l’iconico ristorante nel quartiere partenopeo di Materdei che oltre cinquant’anni più tardi entrò nell’immaginario di tutti gli italiani in un episodio del film di Vittorio De Sica L’oro di Napoli (1954) , quello in cui Sofia Loren interpretava un’adultera (e desiderata) fornaia, proprio in quella stradina in discesa dove oggi si formano lunghe code, giorno dopo giorno. Un successo senza confini che ha portato la famiglia Starita ad aprire in altre città come New York e Atlanta.

La quarta base di Starita sarà invece a Milano situata tra corso Sempione e via Gherardini, all’Arco della Pace, dove da qualche mese gli operai lavorano per ricostruire le atmosfere degli altri tre locali della famiglia. «Tra 60 giorni inaugureremo ed a giorni ci sarà la posa del forno».90 posti a sedere e, dietro al bancone, solo pizzaoli made in Napoli.

Unica deroga all’identità potrà essere fatta per il personale di servizio.

Un opening che succede a quella di un’altra rinomata pizzeria napoletana – Sorbillo – ma anche diversi nomi napoletani già presenti da tempo a Milano, da La Taverna di via Anzani a La Piccola Ischia di via Morgagni e viale Abruzzi, fino a Fresco&Cimmino in via Foscolo, Ciripizza di via Canonica, Capatosta ai Navigli, Maruzzella in piazza Oberdan, La Vecchia Napoli in via Chavez oltre a Rosso pomodoro, Anema e cozze e Fratelli La Bufala.

La “vera” battaglia della pizza è dunque  lanciata realmente al trancio in franchising di Spontini, recentemente molto criticata in termini di qualità degli ingrendienti utilizzati.

Fonte: Corriere.it