fabbrica del vapore
Fabbrica del Vapore : entro ottobre gli spazi saranno assegnati ma il progetto è più ambizioso: “Farà parte di una rete europea”

Il bando per cercare progetti si è chiuso. Ed entro ottobre, una volta che anche la commissione che dovrà scegliere i vincitori si sarà insediata, i 5 mila metri quadrati di spazi che il Comune ha (ri)messo a disposizione di associazioni e realtà consolidate o emergenti saranno assegnati. Ma questa è solo una parte della strategia di Palazzo Marino. Che adesso punta a un piano di rilancio complessivo della Fabbrica del Vapore. Con un “forte investimento” di idee e programmi, dice la vicesindaca con delega ai giovani, Anna Scavuzzo, per trasformare davvero l’eterna promessa rappresentata dalla cittadella in un “luogo della creatività dell’innovazione artistica”.

E in una nuova piazza della città. Perché la Fabbrica, spiega Scavuzzo, “va riscoperta. Dobbiamo fare in modo che i milanesi si riapproprino di quel posto che deve diventare anche molto più popolare, con i cancelli aperti. Tutti dovranno poter vivere gli spazi, per visitare una mostra, andare a uno dei festival che vogliamo portare, anche soltanto frequentare il bar e il nuovo ristorante che ci saranno “. La strada è stata tracciata dalla precedente amministrazione, con i bandi per gli spazi e la volontà di dare alla Fabbrica del Vapore “un’identità ancora più forte”. Guardando alle arti visive (dalla pittura alla fotografia), a quelle performative (teatro, danza, musica), all’audiovisivo- multimediale (il cinema, la tv, i documentari, la radio), all’editoria e alla comunicazione.

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Un percorso non sempre facile, punteggiato anche dalle proteste degli ex “inquilini” e petizioni. Adesso, però, si parte. Con un piano che il Comune sta studiando “per rilanciare lo spazio”. Perché anche dopo lunghi lavori di restauro, quello che c’è dietro le mura di via Procaccini per l’amministrazione non viene percepito ancora come un luogo pubblico da frequentare. Non abbastanza, almeno. Tanto che uno dei punti da cui ripartire sarà proprio l’apertura dei cancelli della Fabbrica. E non solo. Il Comune ha voluto riprendere in mano la regia e, insieme alla Fondazione Scuole civiche che ha il ruolo di coordinamento artistico del progetto generale, il lavoro è partito. Obiettivo: dare corpo all’idea – rimasta sempre sulla rampa di lancio – di creare un luogo di aggregazione giovanile. Che possa entrare anche in una mappa europea di indirizzi simili e “ad esempio nei circuiti dell’arte contemporanea internazionale “.

Un piano in due tempi. “Dobbiamo pensare a una programmazione di lungo periodo, un po’ come accade per Palazzo Reale o il Castello”,spiega Scavuzzo.

Anche perché, oltre agli spazi che saranno affidati alle associazioni, ci sono quelli che resteranno sotto la diretta responsabilità dell’amministrazione, che potrà destinarli a mostre, iniziative varie o installazioni. Ma già nell’immediato, l’amministrazione punta a far vivere la Fabbrica, per farla conoscere come “nuova agorà milanese”, una sorta di Darsena dedicata all’arte e alla creatività.