Volare con Jet privato low cost, in arrivo “uber per i cieli “

jet privato
Arrivano le Uber dei cieli: voli (quasi) low cost in jet privato

Le code infinite al check-in, alla raccolta bagagli, al controllo passaporti. Le ore perse in aeroporto ad aspettare, il rischio scioperi in agguato e i ricorrenti ritardi . Che incubo prendere l’aereo, soprattutto nei periodi “caldi” come quello natalizio. Altra cosa sarebbe viaggiare su un jet privato: si arriva comodamente venti minuti prima della partenza, direttamente sulla pista, si fa il check-in separatamente e ci si accomoda a bordo.

jet privato low cost

Jetsmarter

Un paio d’anni fa solo il fantomatico 1% del mondo se lo poteva permettere. Poi è arrivata la sharing economy e qualcuno ha pensato di democratizzare (o quasi) anche questo settore. Così sono nate le Uber dei cieli, compagnie che bypassano i broker (gli intermediari, dalle altissime commissioni, ai quali ci si affida per noleggiare un aereo privato) e mettono i clienti in diretto contatto con operatori di jet e proprietari di velivoli privati. Si possono cercare voli on demand oppure approfittare delle offerte chiamate “empty legs”, applicabili agli aerei che viaggiano vuoti per raggiungere una certa destinazione. Si prenota tramite app o sito web in pochi secondi. Il costo? Una frazione di quello che si affronterebbe prenotando alla maniera tradizionale.

jet privato low cost

Clive Jackson, fondatore di FlyVictor

Qualche esempio: un volo Milano-Londra per il 16 dicembre costa circa 1.200 euro a testa, se a viaggiare si è in sei.
Da Doha a Linate, il 13 dicembre, il biglietto è di 2.100 euro per un gruppo di tredici passeggeri. Entrambe le offerte sono della startup inglese FlyVictor, una delle poche che non richiede il pagamento di una membership annuale per usufruire dei suoi servizi.

Ma la rivale JetSmarter afferma di avere il 96% del mercato del jet sharing ed è appena diventata un unicorno (così sono chiamate le startup che raggiungono la valutazione di un miliardo di dollari) con una valutazione di 1,5 miliardi di dollari. Fondata dall’americano di origine russa Sergey Petrossov, ha appena terminato un round di finanziamenti per 105 milioni di dollari (tra gli investitori ci sono anche il rapper Jay-Z e la famiglia reale saudita). I fondi saranno usati per espandersi in India, Cina e America Latina. Oggi i quasi settemila membri possono scegliere tra cinquanta tratte tra Usa, Europa e Medio Oriente e cinquemila voli al mese.

 

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