MILANO

MILANO:  sono state posate le prime “pietre d’inciampo” su cui sono incisi i nomi delle persone uccise durante il nazifascismo.

In vista della Giornata della Memoria, il 19 gennaio a Milano sono state posate le “pietre d’inciampo”, sanpietrini rivestiti d’ottone con il nome della persona uccisa durante il nazifascismo, come già è stato fatto in altre città europee. L’idea era stata annunciata da Palazzo Marino dal sindaco Giuseppe Sala e da Liliana Segre, sopravvissuta da Auschwitz, figlia di Alberto Segre, che invece morì nel campo di sterminio e vuole ricordare gli ebrei e i deportati politici uccisi durante il nazifascismo.

In corso Magenta 55, proprio sotto casa Segre, è stata posta la prima pietra, mentre altre cinque sono state collocate in ricordo di Gianluigi Banfi in via dei Chiostri 2, Adele Basevi Lombroso in via Vespri Siciliani 71, Dante Coen in via Plinio 20, Melchiorre de Giuli in via Milazzo 4 e Giuseppe Lenzi in via Spontini 8.

Il sindaco Giuseppe Sala ha commentato “Abbiamo scelto con grande convinzione di dare a Milano una marcia in più alla giornata della Memoria, per evitare che tutto diventi solo celebrazione, un rito vogliamo che la memoria incontri le future generazioni attraverso i quartieri. Allarghiamo il tema della memoria a tutto l’anno, lavoriamo sulla trasversalità delle generazioni. L’idea è quella di far inciampare l’oblio, il negazionismo, supportando la nostra volontà di frenare ogni possibile nostalgia del totalitarismo. Abbiamo vissuto nel fine settimana un evento dell’estrema destra e certo non sarà  l’ultimo. Ma noi come milanesi abbiamo il dovere di cogliere queste occasioni per ribadire con forza la nostra libertà, la nostra opposizione a chi si richiama ai quei tempi bui, riportando al centro del dibattito la nostra idea di democrazia e di libertà. Milano non arretra sul dovere della memoria, che vogliamo diventi oltre che un dovere, anche un piacere”.

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