MANET PALAZZO REALE MILANO
MANET: capolavori da Parigi a Milano a partire dall’8 marzo

Manet, assieme a Keith Haring, inaugura il programmo espositivo delle mostre 2017 a Palazzo Reale.

Il programma Mostre 2017 parte da Palazzo Reale, che avvia il programma espositivo con due grandi artisti, che appartengono a contesti storici e artistici molto diversi: Keith Haring, del quale – dal 21 febbraio – si potrà ripercorrere tutta la produzione artistica e Édouard Manet, che dall’8 marzo racconterà attraverso le sue opere e i capolavori provenienti dal Musée d’Orsay la rincorsa di Parigi verso la modernità nella seconda metà dell’Ottocento.

Prevista poi una rassegna omaggio a uno dei simboli della città: La Rinascente, cento anni.“


manet palazzo reale milano


La mostra di Édouard Manet riguarda capolavori provenienti dal Musée d’Orsay, illustrando l’atteggiamento dell’artista in relazione ai cambiamenti di Parigi tra il 1850 e il 1880, periodo in cui la città stava mutando rapidamente volto per diventare la “capitale delle capitali”.

Due Esposizioni Universali, nel 1855 e nel 1867, incrementano vertiginosamente il ritmo della vita parigina: Manet e la sua cerchia ne testimoniano la grande rincorsa verso la modernità.

Manet realizzò diversi dipinti che raffigurano interni di bistrò, fresche osservazioni della vita sociale dell’800 a Parigi: persone che bevono, ascoltano musica, si corteggiano, leggono, aspettano. Molti di questi quadri sono basati su rapidi studi dal vivo: spesso l’artista si recava alla Brasserie Reichshoffen, sul boulevard de Rochechouart, oppure al ristorante lungo la Avenue de Clichy, Pere Lathuille, dove si poteva pranzare all’aperto. Un altro soggetto trattato erano le attività della borghesia, come i balli in maschera o le corse campestri, oppure le strade o le stazioni di Parigi.

Manet viaggiò anche in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi dove conobbe le opere di Frans Hals, Diego Velázquez e Francisco Goya. Nel 1863 sposò Suzanne Leenhoff. Nel 1881, su suggerimento di Antonin Proust, suo amico, il governo francese lo insignì della Legion d’onore. Manet contrasse la sifilide, che ne segnò il destino, ma fu anche tormentato da penose forme reumatiche non curate, contratte a quarant’anni (o, secondo alcuni, addirittura in gioventù, quando era imbarcato sulla nave).

Negli ultimi anni di vita la malattia gli causò forti dolori e una parziale paralisi. Il 6 aprile 1883, dopo un estenuante periodo di indecisione, gli venne amputato il piede sinistro, ma l’operazione non servì a risparmiarlo dalla morte a soli 51 anni, che sopraggiunse quasi un mese dopo, al termine di una interminabile agonia sfociata nel coma.

Le sue ultime parole, prima di perdere definitivamente conoscenza, furono di rimpianto per l’ostilità del suo avversario Alexandre Cabanel: “Sta bene, quello!”.

Manet venne sepolto nel Cimitero di Passy: accanto a lui, anni dopo, furono sepolti il fratello Eugène e sua moglie Berthe Morisot.

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