Prevenzione del tumore al seno: un incontro con i medici dell’Auxologico

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La salute del seno: un incontro all’Auxologico sulla prevenzione

La conduttrice tv Tessa Gelisio e un gruppo di medici dell’Auxologico mercoledì 22 novembre, ore 18, terranno un incontro pubblico presso l’Auxologico San Luca di Milano per spiegare come si previene e come si individua per tempo il tumore al seno che ancora colpisce il 30% delle donne.

Milano, 20 novembre 2017 – Il tumore al seno è ancora quello più diffuso tra le
neoplasie che colpiscono le donne. Il 30% di tutti i tumori femminili.

Questa la brutta notizia, ma quella buona è che l’attenzione al proprio corpo, l’autopalpazione del
seno, unita ai controlli medici regolari, vale a dire la prevenzione, è importantissima per una eventuale diagnosi precoce che può letteralmente salvare la vita a moltissime donne. Ecco perché l’Istituto Auxologico Italiano organizza per il prossimo 22 novembre, a Milano, un incontro da titolo “La prevenzione del tumore al seno: quando prevenire significa curare”.

Tessa Gelisio, notissima conduttrice televisiva e blogger attenta a tutti i temi riguardanti l’ambiente e la salute, sarà la madrina della
serata con la presenza dei medici dell’Auxologico i quali spiegheranno al pubblico
cosa sappiamo oggi del tumore al seno, come è possibile prevenirlo o diagnosticarlo
per tempo. Abbiamo rivolto alcune domande a Tessa Gelisio e ai medici presenti
all’incontro.
Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e blogger
Cosa ne pensa di iniziative come questa su un argomento delicato come la
prevenzione del tumore al seno?
Lavorando nella comunicazione dico che nel rapporto diretto con la gente c’è la
maggiore possibilità di approfondire i temi. Nel senso che la televisione è un media
inevitabilmente superficiale. Anche quando si parla di cose serie, non si può andare
oltre una certa soglia perché quella è la particolarità del mezzo. Avere invece
l’opportunità di parlare a un incontro pubblico come questo, ti permette di
approfondire davvero i temi come in nessun altro modo. Nessun altro media riesce ad
avere la potenza dell’incontro diretto con il pubblico a livello di comunicazione.
Quindi è sicuramente il modo migliore per parlare di questi temi, in più è il modo per
ricordare l’importanza della prevenzione.

È fondamentale vivere in un ambiente sano, è fondamentale mangiare bene, così come dormire bene e fare attività fisica. È basilare una vita di benessere, però anche nel benessere ci possono essere dei
problemi di tipo genetico o accidentale.

Di conseguenza è fondamentale la
prevenzione, fare gli esami necessari per una corretta diagnosi preventiva. Da una
parte c’è lo stile di vita e dall’altra c’è la diagnosi precoce che è determinante in ogni
tipo di tumore, ancora di più se parliamo di quello al seno.

Tante mie amiche non
fanno mai esami, purtroppo, mentre bisognerebbe seguire alla lettera quelle che sono
le indicazioni dei controlli periodici consigliati in base alla fascia d’età. In più dopo il
ciclo fare sempre l’autopalpazione. Sono tutte cose che tendiamo a prendere sotto
gamba. Non abbiamo voglia, non ci ricordiamo mai, ma sono davvero fondamentali
tanto quanto uno stile di vita sano.
Da sempre mi occupo anche di ecologia, e purtroppo, noto lo stesso atteggiamento
irresponsabile di non attenzione verso l’ambiente: siccome l’ambiente siamo noi, non
avere attenzione verso l’ambiente vuole dire non avere attenzione anche verso se
stessi. Occorre invece avere attenzione e cura dell’ambiente come per noi stessi. E
incontri come questo ci aiutano a farlo.

Dott. Alfredo Damiani, responsabile Servizio ginecologia e ostetricia
dell’Auxologico

Qual è il ruolo del ginecologo nella prevenzione del tumore al seno?
Per la sua peculiarità il ginecologo riveste un ruolo di primaria importanza sia nella
diagnosi precoce del carcinoma mammario che nella sua prevenzione. Infatti è molto
spesso il primo interlocutore di fiducia cui la donna si rivolge quando avverte un
“qualcosa che non funziona” nella propria mammella. Nella maggior parte dei casi,
servono soltanto parole rassicuranti. Altre volte, invece, è opportuno affidarla a
centri specifici per il suo inserimento in programmi di screening o per un suo ottimale
inquadramento diagnostico (esami di laboratorio e strumentali) e/o terapeutico, il cui
successo, come è noto, è direttamente proporzionale alla sua tempestività. È
comunque il medico che, nel colloquio preliminare con la paziente, sviscerando il
rischio per la malattia, se non altro perché sovente somministra farmaci che possono
agire sul tessuto mammario, la aiuta con il giusto corredo di informazioni ad
eliminare quei fattori di rischio eliminabili qualora presenti, le comunica che “c’è
qualcosa da fare ad ogni età” e la instrada, se occorre, alla conoscenza del proprio
seno con la pratica costante della autopalpazione, che è bene che inizi sin dai venti
anni.

Dott. Francesco Cernigliaro, responsabile Servizio diagnostica per immagini
dell’Auxologico

Quali metodiche e quali apparecchiature sono disponibili da parte della
diagnostica per immagini che possano aiutare nella prevenzione del tumore al
seno?
Mammografia digitale ed ecografia costituiscono le principali tecniche di imaging
adatte alla diagnostica precoce del tumore della mammella. Recentemente è stata
introdotta anche una particolare mammografia digitale cosiddetta in tomosintesi che
costituisce una evoluzione della mammografia. Esistono inoltre indagini più accurate
che si utilizzano negli approfondimenti e queste sono la risonanza magnetica con
mezzo di contrasto e più recentemente anche la mammografia con mezzo di
contrasto, quest’ultima ancora in fase di validazione. Alle metodiche propriamente di
imaging si possono affiancare esami diagnostici poco invasivi come il prelievo
citologico o microistologico che vengono guidati dall’ecografia o dalla mammografia
e sono eseguite dal medico radiologo. Queste sono costituite dal prelievo citologico
ecoguidato (agoaspirato) o dal prelievo microistologico guidato dalla mammografia
o ecografia (Vaccum assisted breast biopsy).
Sono davvero così importanti?
L’utilizzo della diagnostica mammografica ed ecografica ha portato negli ultimi anni
ad una sensibile riduzione della mortalità per il tumore della mammella stimato in
circa il 2% ogni anno.
Da che età la donna dovrebbe sottoporsi a tali indagini?
Sempre nel caso di riscontro clinico di un nodulo o di un’anomalia alla mammella, in
particolare nella donna prima dei 40 anni verrà utilizzata l’ecografia, dopo i 40 anni
la mammografia spesso associata comunque ad una valutazione ecografica. In
generale tutte le donne dovrebbero sottoporsi ad un’ecografia ogni anno a partire dai
30 anni e ad una mammografia dai 40 anni fino a quando la donna è in buona salute.
Nel caso in cui dopo la mammografia venga dimostrata una particolare densità della
mammella è razionale ricorrere anche allo studio ecografico. Fattori di rischio o altre
condizioni possono determinare un cambiamento nell’iter diagnostico per la
diagnostica precoce del tumore mammella. In realtà risultati migliori si ottengono
quando gli esami vengono personalizzati al tipo di seno e alla storia della donna.

Sono dolorose come alcune temono?

Assolutamente no. Sia l’ecografia che la mammografia provocano una leggera
compressione sulla mammella e quasi mai risultano sgradite alle donne. Bisogna
tenere presente che negli ultimi anni le macchine più moderne sono state concepite
con materiali adatti allo studio della mammella e con particolare ergonomia che
rende la mammografia molto più confortevole rispetto agli anni passati.
Dott.ssa Anna Maria Di Blasio, medico, ricercatrice esperta di genetica medica
dell’Auxologico – Dott.ssa Emanuela Manfredini, medico, genetista
dell’Auxologico
Che ruolo hanno i test genetici nella prevenzione e diagnosi del tumore al seno?
Lo sviluppo che i test genetici hanno avuto negli ultimi anni fa spesso ritenere che la
genetica possa dare delle risposte definitive sia sulle cause di molte malattie sia sul
rischio che esse si manifestino nel corso della vita. Questo è vero solo in parte, perché
in alcuni casi un test genetico mal interpretato può creare dei falsi malati. Pertanto, in
particolare in campo oncologico, è fondamentale che il test genetico venga effettuato
solo dopo un’attenta consulenza.
Nei caso in cui una donna sospetti di avere una familiarità per il cancro del seno o
dell’ovaio, la consulenza genetica fa parte di un percorso multidisciplinare nel quale
sono coinvolti diversi specialisti, in particolare oncologi, ginecologi o radiologi e
sono proprio questi specialisti il primo filtro per decidere quali pazienti (in alcuni casi
anche uomini), a seconda della loro storia personale e familiare, inviare al genetista
medico. La successiva consulenza genetica è un momento importante di
comunicazione affinché il paziente possa comprendere pienamente il significato di
ciò che gli viene proposto, se vi è o meno l’indicazione al test genetico, le opzioni di
gestione, le ripercussioni di un eventuale test genetico positivo, le scelte di
sorveglianza e/o prevenzione (sorveglianza intensificata, farmacoprevenzione,
chirurgia profilattica) e il rischio di trasmissione ai propri familiari.
Dott.ssa Raffaella Cancello, nutrizionista dell’Auxologico Ariosto, Milano
Che ruolo hanno l’alimentazione e i corretti stili di vita, o ad esempio il normopeso,
nella prevenzione del tumore al seno?
I corretti stili di vita sono fondamentali per la tutela dello stato di salute e per tenere
sotto controllo il rischio malattia. È stato calcolato che se tutti adottassero uno stile di
vita corretto si potrebbe evitare la comparsa di circa un caso di tumore su tre. La
prevenzione, quindi, è fondamentale anche per il tumore al seno per la donna.
Monitorare il peso equivale a monitorare la salute: oggi sappiamo che il rischio di
tumore al seno è purtroppo più elevato nelle donne sovrappeso od obese (soprattutto
dopo la menopausa).

Quali sono gli stili di vita che giocano un ruolo?
Se esaminiamo la ricerca degli ultimi anni su questo argomento ecco, in sintesi,
quello che è stato osservato:
1. Le donne in remissione di cancro al seno che svolgono regolarmente attività fisica
hanno un tasso di sopravvivenza a 5 anni superiore a quelle che sono sedentarie. Non
stiamo parlando di correre la maratona ma semplicemente di essere attivi, come fare
una camminata a passo sostenuto 3-4 volte alla settimana, o evitare di utilizzare
l’automobile anche per piccoli spostamenti.
2.I fitoestrogeni contenuti in semi di lino e in derivati della soia non sembrano
stimolare la crescita delle cellule tumorali del seno, tuttavia meglio limitarne il
consumo dato che le evidenze sono contrastanti.
3. Utile consumare tra le verdure quelle appartenenti alla famiglia delle Crucifere
(famiglia dei cavoli); sono vegetali riconosciuti per il loro lato preventivo, ma nulla è
ancora dimostrato circa la loro capacità di agire sui tumori in remissione.
4. I grassi saturi e la carne rossa sono sicuramente da limitare. Molte ricerche hanno
dimostrato che le donne che hanno una dieta ricca di grassi monoinsaturi (come
quello dell’olio di oliva) e polinsaturi (come gli omega-3) hanno una minore
incidenza di cancro al seno. Il consiglio è quindi quello di ridurre i grassi saturi della
dieta a favore di questi grassi mono e poli-insaturi (grassi vegetali). Sembra inoltre
sempre più evidente che la carne rossa dovrebbe essere consumata con molta
moderazione (l’OMS indica come sicura una assunzione massima di 500 gr a
settimana) e che è assolutamente necessario evitare i salumi e insaccati (comprese le
carni processate e conservate in scatola).
5. In generale vanno anche limitati i cibi ad alta densità calorica, molto ricchi di
zuccheri semplici e grassi saturi che impattano negativamente sul mantenimento del
peso ideale. Va ricordato che l’alimentazione varia e bilanciata assicura il giusto
apporto di tutti i nutrienti solo e unicamente attraverso il cibo. Di qui l’importanza
della varietà, del rispetto della stagionalità e dell’importanza del consumo di cibi
freschi. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la
prevenzione del cancro è invece sconsigliata, soprattutto se il reale deficit non è
accertato da un medico.



La Prevenzione del tumore al seno: quando prevenire significa curare” che si terrà il  22 novembre 2017 ore 18:00 presso la sala convegni di Auxologico San Luca (8° Piano), Piazzale Brescia 20, Milano
Parleremo con Tessa Gelisio di
NUTRIZIONE | CORRETTI STILI DI VITA | FATTORI GENETICI | NUOVE FRONTIERE DELLA DIAGNOSTICA

L’ingresso è gratuito, l’iscrizione è consigliata

www.auxologico.it/prevenzioneseno


 

Info:
https://www.auxologico.it/news/incontro-prevenzione-tumore-seno
Pierangelo Garzia
Responsabile Ufficio Stampa
IRCCS Istituto Auxologico Italiano
Piazzale Brescia, 20 – 20149 Milano
tel. 0261911.2896 –
www.auxologico.it

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