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ATM: Palazzo Marino sta valutando la creazione di zone tariffarie all’interno di Milano per minimizzare gli effetti dell’aumento del costo del biglietto.

Palazzo Marino sta studiando un sistema per minimizzare gli effetti dell’aumento del costo del biglietto che passerà da 1.50 al 2 euro a partire dal 2019.

Gli uffici quindi stanno effettuando alcune simulazioni per capire gli effetti di una suddivisione della città in cerchi concentrici, come avviene anche in altre città europee, non soltanto di grandi dimensioni come ad esempio Londra, ma anche più vicine alle dimensioni milanesi, come ad esempio Monaco.

L’idea di far pagare in base a quanti cerchi si attraversano è ciò che già accade nella Città Metropolitana, che a differenza del capoluogo è suddivisa in zone tariffarie.

Secondo i modelli ipotizzati potrebbero essere previste due o tre aree. Nel caso di due aree, il “confine” si situerebbe in corrispondenza della circonvallazione esterna (90-91). Nel caso di tre aree, invece, i due confini sarebbero la Cerchia dei Bastioni e ancora quella della 90-91. La questione rimane poi aperta per l’hinterland: potrebbe anche essere inserito nell’ultima fascia, soprattutto nel caso delle tre fasce “milanesi”.

Secondo Palazzo Marino, però, i pendolari dovrebbero essere tra i più favoriti dal nuovo sistema, integrando ad esempio le fermate della metropolitana fuori Milano, o almeno quelle più vicine (come Rho Fiera, Pero, Sesto, Cologno, Vimodrone), all’ultima fascia cittadina. Evitando così il “salto” tra 1,50 euro e 2,50 euro previsto oggi. Sempre nel 2019 si arriverà al biglietto elettronico e questo dovrebbe facilitare l’adizione delle zone tariffarie, come succede a Londra con la notissima Oyster Card che calcola ogni volta la tariffa più vantaggiosa e la applica.

Si valuta inoltre l’introduzione dell’abbonamento biennale, che farebbe risparmiare ancor più di quello annuale già esistente.