MILANO: cresce il prezzo delle case, oltre 5 mila al metro quadro

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MILANO: il prezzo medio degli immobili sale a oltre 5 mila euro al metro quadro, si conferma quella che viene definita “ripresa del mercato immobiliare”.

Secondo le rilevazioni della Camera di Commercio, che ha ricevuto i dati di diversi soggetti aggreganti, tra cui Fimaa (Confcommercio), Assimpredil (Confindustria), Fiaip, Anama (Confesercenti) e Isivi (Valutatori immobiliari), il costo delle case a Milano è salito del +1,3% in un anno.

Milano è stata divisa in 70 zone e i prezzi sono cresciuti in 49 di esse, mentre in 9 sono calati e in 12 sono rimasti uguali. Il calo maggiore si è verificato a Quarto Oggiaro (ben -7% in sei mesi), le crescite più rilevanti nelle zone più vicine alle stazioni ferroviarie e alle università, ma anche in alcuni quartieri centrali come Brera o Cordusio.

In centro storico (+1,3%) il prezzo medio è di 9.925 euro al metro quadro. La parte ovest della città arriva a 5.077 euro (+1,8%), la parte est a 4.500 euro (+2%), la parte nord a 4.101 euro (+0,3%) e la parte sud a 3.850 euro (+1,2%).

“Milano è tornata a registrare a fine 2018 circa 25 mila compravendite, come avveniva negli anni pre-crisi”, conferma Vincenzo Albanese di Fimaa, secondo cui, tra le città italiane, solo qui si riscontra la compresenza di tre mercati diversi: “Il primo – spiega – è quello di riferimento per la città, di chi cerca casa” per abitarci. “La piazza milanese è però anche sotto la lente di chi, residente in altra città italiana, guarda a un possibile investimento. Infine, ma forse rappresenta il segnale più importante, la nostra città è diventata fortemente attrattiva per un mercato internazionale, interessato a un prodotto ultra esclusivo e in una fascia top class”.

Al top della classifica delle zone di Milano per prezzi al metro quadro delle abitazioni c’è, come sempre, l’area del Quadrilatero della Moda: tra via della Spiga e via Montenapoleone occorrono 12.550 euro al metro quadro, in lieve crescita rispetto al 2017. Quasi lo stesso prezzo (12.500) per San Babila, Vittorio Emanuele e vie limitrofe. Invariato (11.650) quanto richiesto per piazza del Duomo e piazza Diaz. Cresce di più, fino al 3,6%, l’area tra il Castello Sforzesco, Brera e piazza Cordusio. Fuori dalla Cerchia dei Bastioni l’area più cara di Milano è quella di via Leopardi, via Pagano e via Boccaccio: occorrono 7.950 euro, in crescita del 3,2% in un anno e del 7,4% in cinque anni.

Il prezzo più basso è invece in periferia, nell’area tra Baggio e Quinto Romano, con 2.600 euro al metro quadro (+2% in un anno), e nell’area di via Bonfadini (sempre 2.600 euro, ma invariato). Con 2.650 euro al metro quadro si acquista a Trenno-Gallaratese, Ronchetto, Quarto Oggiaro (in netto calo: -8,6% in un anno) e Musocco-Villapizzone. Servono in media 2.700 euro per la zona tra piazza Axum e l’ospedale San Carlo. Con 2.800 euro si acquista a Inganni-San Cristoforo (+3,7%), Gratosoglio-Missaglia (invariato) e via Padova (+1,8%). Restando sotto i 3 mila euro si segnala la netta crescita di Lambrate, ora a 2.950, +5,4%.

Lambrate è la zona di Milano in cui, in un anno, il prezzo medio al metro quadro è cresciuto maggiormente: +5,4%, per arrivare a 2.950 euro. In cinque anni, però, a Lambrate il prezzo è diminuito del 3,3%. Segue Bovisa-Dergano con +4,8% (3.250), poi Libia-Cirene con +4,1% (6.350) e Buenos Aires-Vitruvio con +4% (5.150).

Considerando un arco di tempo di cinque anni la crescita maggiore si registra in Bligny-Toscana (+8%, 4.750 euro), poi in Leopardi-Boccaccio-Pagano (+7,4%, 7.950), in Piceno-Indipendenza (+6,6%, 6.450) e in Cermenate-Ortles (+5,1%, 3.100 euro).

Il record della diminuzione dei prezzi in un anno va a Quarto Oggiaro (-8,6%, 2.650 euro), poi Istria-Maciachini (-4,5%, 3.200). Altre sette zone hanno un segno meno, ma non molto significativo: Fulvio Testi-Ca’ Granda, Turro-Precotto, Greco, Fulvio Testi-Bicocca, Brianza-Pasteur, Missori-Santa Sofia e Musocco-Villapizzone.

In cinque anni, invece, i prezzi sono diminuiti in molte più zone. Record ancora per Quarto Oggiaro (-10,2%), a cui segue Carbonari-Maggiolina (-7,1%, 4.550), Diaz-Duomo-Scala (-6,8%, 11.650), e ancora Ca’ Granda, Bicocca e Udine (tutte con diminuzioni superiori al 6%). Cali fino al 4%, sempre in cinque anni, in Argonne-Corsica, Corvetto, Accursio, Missori-Santa Sofia, Bande Nere-Giambellino, Q.re Sant’Ambrogio-Torretta e Istria-Maciachini.