CAPODANNO CINESE

CAPODANNO CINESE: la grande parata si terrà in via Paolo Sarpi, domenica 10 febbraio 2019. Tanti eventi in centro e un’installazione gigante.

La festa in Chinatown meneghina è stata scelta dalla piattaforma Viral, punto di riferimento on line per i viaggiatori, tra le migliori al mondo. La comunità cinese in Paolo Sarpi, infatti, ha radici antiche ed è una delle più vitali.

Le altre Chinatown più belle in cui festeggiare, secondo Viral, sono quelle di New York, Toronto, Amsterdam, Amburgo, Londra e Parigi.

Inoltre in Largo La Foppa ci sarà anche un enorme maiale di 3 metri, in Montenapoleone ci sarà una mostra dedicata alla Cina e in tutta via Paolo Sarpi sarà possibile imparare a cucinare i ravioli con del workshop.

Il maiale gonfiabile è stato voluto da Cathay Pacific, verrà installato dal 5 al 10 febbraio per inaugurare l’inizio dell’Anno del Maiale. Realizzata da “PR&GOUP Communication Partners“, l’installazione sarà aperta a tutti, 24 ore su 24.

Il Quadrilatero della Moda accoglie il Capodanno Cinese con Montenapoleone Chinese New Year, che dal 3 al 10 febbraio ospiterà una mostra fotografica dell’artista Liu Bolin, noto anche come “The Invisible Man”. Giovedì 7 e lunedì 11 l’artista si esibirà anche dal vivo, con body painting e scatti fotografici in tempo reale.

Appuntamento tanto atteso dai cittadini, la parata del Dragone partirà come ogni anno da piazza Gramsci fino a via Paolo Sarpi a partire dalle 14. Tra luci, balli e colori i negozianti doneranno dei sacchetti rossi ai bambini come simbolo di buon augurio.

L’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, atto a promuovere e a diffondere la lingua e la cultura cinesi, organizzerà diversi incontri tematici durante il Capodanno Cinese: si inizia domenica 3 febbraio con un laboratorio dedicato ai bambini presso la Biblioteca “Pietro Lincoln Cadioli” di Sesto San Giovanni. Si prosegue con gli spettacoli di domenica 10 febbraio da piazza Gramsci a via Paolo Sarpi, tra colori e costumi tipici. Infine, tutti gli appassionati di calligrafia potranno incontrarsi martedì 19 febbraio di nuovo presso la Biblioteca “Pietro Lincoln Cadioli” di Sesto San Giovanni, per un incontro dedicato ad una delle arti millenarie della Grande Terra di Mezzo.

Numerosi i laboratori previsti in occasione del Capodanno Cinese, in diversi musei e luoghi simbolici della città.

L’anno nuovo cinese inizia in concomitanza con la prima luna nuova dell’anno, ovvero il novilunio successivo al 12º o, negli anni particolari detti embolismici, composti da 13 mesi, al 13º dell’anno precedente (ciò significa anche il 2º o, raramente, il 3º novilunio dopo il solstizio d’inverno). Nel calendario gregoriano, tale giorno può cadere tra il 21 gennaio e il 19 febbraio. In ossequio con i dettami dell’astrologia cinese, ogni anno è contrassegnato da un segno animale e da un ramo terrestre (地支S, dìzhīP), che vanno a costituire un ciclo di 12 elementi; il capodanno cinese determina il passaggio da uno all’altro di questi elementi (è importante notare come, per quanto detto finora, se si vuole calcolare l’appartenenza di una persona a un segno dell’oroscopo cinese in base all’anno gregoriano, si deve tenere conto dello slittamento del corrispondente anno lunare cinese di circa un mese all’inizio e alla fine dello stesso, per cui, per esempio, i nati nel 1997 prima del 7 febbraio apparterranno al Topo invece che al Bufalo).

Stando alla mitologia cinese, l’origine della festa di primavera viene fatta risalire a un’antica leggenda, secondo la quale nei tempi antichi vivesse in Cina un mostro chiamato Nian (年). Sempre secondo la leggenda, il Nian sarebbe stato solito uscire dalla sua tana una volta ogni 12 mesi per mangiare esseri umani; l’unico modo per sfuggire a questo tributo di sangue era spaventare il Nian, sensibile ai rumori forti e terrorizzato dal colore rosso. Per questo motivo, sempre secondo la leggenda, ogni 12 mesi si è soliti festeggiare l’anno nuovo con canti, strepitii, fuochi d’artificio e con l’uso massiccio del colore rosso. Un’eco di questa leggenda potrebbe essere rimasto nella rituale danza del leone, una tradizione praticata durante le feste nella quale si sfila per le strade inseguendo una maschera da leone, che rappresenterebbe il Nian.