SCIOPERO
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SCIOPERO: tra il 24 e il 25 ottobre è in programma uno sciopero generale di 24 ore dei lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private.

A proclamarlo sono state le sigle sindacali Cub, Sgb, Si Cobas e Usi Cit, la cui richiesta di agitazione è già stata “approvata” dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. A bloccarsi, tra giovedì 24 e venerdì 25 ottobre, potrebbero essere quindi scuole, uffici pubblici e, soprattutto, i trasporti.

A Milano l’agitazione del personale viaggiante e di esercizio di superficie è prevista dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio mentre quella del personale viaggiante e di esercizio della metropolitana dalle 18 al termine del servizio.

In mattinata, per permettere lo svolgimento di due cortei in centro, vi segnaliamo deviazioni e rallentamenti per queste linee:

– tram: 1, 2, 4, 10, 12, 14, 15, 16, 19

– bus: 43, 50, 54, 57, 61, 73

Sono stati gli stessi sindacati a fornire una prima indicazione sulle modalità dello sciopero. Il settore aereo è a rischio per tutta la giornata del 25, mentre i dipendenti delle aziende ferroviarie – Trenord, Trenitalia e Italo – potranno incrociare le braccia dalle ore 21 del 24 ottobre fino alle 21 del giorno successivo.

Chiamati allo sciopero anche i dipendenti di Autostrade, che possono fermarsi dalle ore 22 del 24 fino alle 22 del 25. Per il trasporto pubblico locale – quindi metro, autobus e tram di Atm a Milano – l’agitazione vale per tutte le 24 ore del 25 ottobre, anche se come sempre saranno previste fasce di garanzia in cui i mezzi circoleranno regolarmente.

Tutte le sigle che hanno proclamato lo sciopero hanno pubblicato una nota in cui si scagliano apertamente contro l’ormai ex governo Lega-Movimento cinque stelle e contro il neonato esecutivo Pd-cinque stelle.

In più, scrivono i lavoratori, rivendichiamo: “Aumenti dei salari, delle pensioni e salario medio garantito ai disoccupati, maggiore equità contributiva attraverso la riduzione delle aliquote fiscali su salari e pensioni, il recupero dell’evasione fiscale e la tassazione dei grandi patrimoni, lavoro per tutti attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e pensione a 60 anni o con 35 di contributi”.

E ancora, tra le richieste dei sindacati: “Un piano nazionale di difesa e risanamento dell’ambiente e del territorio, cancellazione dei Decreti Salvini 1 & bis, per la libertà di sciopero e di
manifestazione, garanzia dei diritti alla salute, alla casa, all’istruzione e al lavoro in sicurezza, ius soli, regolarizzazione degli immigrati, blocco dei respingimenti e chiusura dei Cpr”.