PRIMA DELLE PRIME 
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PRIMA DELLE PRIME: vista la grande attesa della prima, prevista per il 7 dicembre alle 18, il teatro scaligero organizza il rituale che precede ogni spettacolo.

Mentre i biglietti della Tosca sono già sold out, vista la grande attesa della prima, prevista per il 7 dicembre alle 18, il teatro scaligero organizza il rituale che precede ogni spettacolo. Questa volta però, trattandosi dell’incontro relativo all’opera di Puccini che sta per aprire la Stagione 2019/2020 del teatro d’opera più importante del mondo, il Foyer Arturo Toscanini si prepara ad accogliere un pubblico numeroso e desideroso di conoscere il dietro le quinte e non solo dell’opera che sta per andare in scena. Il noto critico musicale Sandro Cappelletto siederà a capotavola del tête-à-tête con Riccardo Chailly, acclamattissimo direttore d’orchestra. Con un viaggio video-sonoro dal tema “La Prima Opera Del Novecento” ci si avvicina a uno dei giorni più importanti dell’anno per la città di Milano. L’evento è gratuito, basta essere lì in tempo per conquistare una delle 150 poltroncine schierate a scacchiera.

Tosca di Giacomo Puccini, una delle opere più famose e amate nella storia del melodramma otto-novecentesco, darà il via alla Stagione scaligera. “Puccini è per me tra gli autori di una vita, e in anni di studio e di direzione ho avvertito sempre di più l’importanza di una rilettura che tenesse conto del dibattito musicologico, in linea con quanto già avvenuto con autori come Rossini o Verdi”, così racconta Riccardo Chailly che avverte nel Teatro alla Scala “la responsabilità di allargare la conoscenza della straordinaria ricchezza dell’opera italiana, un vero patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, non solo portando alle scene opere poco eseguite, ma anche aggiornando e approfondendo la percezione dei capolavori più celebri”.

La genesi di Tosca fu turbata inizialmente da alcune difficoltà. Puccini, rimasto folgorato dalla rappresentazione di La Tosca di Victorien Sardou al Teatro Filodrammatici di Milano, all’inizio del 1889, pensò di ricavare dal soggetto un’opera. Si rivolse a Giulio Ricordi per ottenere i diritti dell’autore, il quale non oppose un netto rifiuto, ma dimostrando una certa freddezza concesse a Ricordi l’assenso a favore di un altro compositore, Alberto Franchetti, reduce da un recente successo. Luigi Illica preparò l’abbozzo del libretto e lo fece approvare da Sardou in presenza di Ricordi e di Giuseppe Verdi (in quel tempo a Parigi).

Dopo pochi mesi Franchetti manifestò la sua rinuncia all’operazione, permettendo a Ricordi di commissionare nel 1895 l’opera a Puccini che, dopo il successo de La bohème, si dedicò subito, nella primavera del 1896, alla composizione. Partecipò alla stesura del libretto anche Giuseppe Giacosa, nonostante ritenesse il soggetto poco poetico, e che il successo del dramma fosse da ascrivere alla presenza e alla bravura nelle recite parigine di Sarah Bernardt. Il soggetto fu snellito e ridotto da 5 a 3 atti, furono inoltre eliminati parecchi personaggi secondari per concentrare la vicenda sul famoso triangolo Scarpia-Tosca-Cavaradossi. Dopo alcuni contrasti e ripensamenti l’opera fu completata nel 1899, per essere pronta ad andare in scena il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma. All’inizio l’opera fu criticata dalla stampa, ma ben presto Tosca si avviò verso un successo che potremmo definire universale.

Tosca inaugurerà la Stagione lirica della Scala con la direzione musicale di Riccardo Chailly e con la regia di Davide Livermore che si avvarrà delle scene dello studio Giò Forma e i costumi di Gianluca Falaschi.