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MODA: alla lunga lista di marchi che hanno messo al bando le pellicce dalle loro collezioni si aggiunge anche Prada. ”Innovazione e responsabilità sociale parte dei nostri valori”

“Il Gruppo Prada guidato da Miuccia Prada comunica che, a partire dalle collezioni Donna Primavera/Estate 2020, non utilizzerà più pellicce animali nella realizzazione di nuovi prodotti”. Inizia con queste parole il comunicato con cui il gruppo fondato e guidato da Miuccia Prada e da suo marito Patrizio Bertelli ha annunciato di dire addio alla pelliccia in collaborazione con la rete che riunisce più di 50 organizzazioni che si battono per la protezione degli animali, la Fur Free Alliance, e con il contributo di LAV e The Humane Society of the United States. “L’innovazione e la responsabilità sociale sono parte dei valori fondanti del Gruppo Prada e la decisione di sottoscrivere la politica fur-free rappresenta un importante traguardo nell’ambito di questo nostro impegno”, ha dichiarato Miuccia Prada. “La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”.

Una scelta che segue quella analoga fatta già da molti altri stilisti e che segna un ulteriore passo avanti verso una moda più attenta al rispetto dei problemi ambientali e dei diritti degli animali. Negli ultimi anni sono molte infatti le case di moda ad aver detto addio alla pelliccia animale: da Gucci a Versace, passando per John Galliano e Jean Paul Gaultier.

Prada è la prima azienda italiana a finanziarsi in modo sostenibile. Se i colossi del lusso francese sono stati pionieri di altre iniziative attente all’ambiente, il gruppo guidato da Miuccia Prada Patrizio Bertelli, grazie all’ausilio di una banca transalpina è il primo a farsi riconoscere anche in termini economici lo sforzo di investire su processi e formazione all’insegna della sostenibilità.

La società quotata sulla Borsa di Hong Kong è stata la prima del settore lusso a stipulare con Crédit Agricole Group un finanziamento legato all’impatto ambientale. Sicura di riuscire a raggiungere gli obiettivi in termini di emissioni e di utilizzo di materiali ecocompatibili, Prada ha ottenuto un finanziamento da 50 milioni con scadenza quinquennale, dove al raggiungimento dei target beneficerà di tassi d’interesse più basse. Gli obiettivi che Prada si è impegnata a raggiungere riguardano in particolar modo l’introduzione del nylon rigenerato, il così detto Prada Re-Nylon, per i suoi prodotti, un numero maggiore di formazione per i suoi dipendenti e l’ottenimento di una serie di certificazioni (chiamate LEED Gold o Platinum) a risparmio energetico e basso impatto per i suoi negozi.

E così, anche se al momento la cifra non è di quelle da capogiro, Prada fa un passo in avanti verso l’ambiente, e dimostra a clienti e investitori che essere sostenibile non è una moda passeggerà, ma un valore importante anche dal punto di vista economico.