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SMART WORKING:Lo prevede il nuovo dpcm attuativo del decreto sul coronavirus che consente alle imprese di utilizzare il telelavoro in deroga e “anche in assenza degli accordi individuali”.

Telelavoro (se possibile), invito a non usare i mezzi pubblici e riposo obbligato per i dipendenti che vivono nei Comuni più infetti del lodigiano. Le multinazionali con sede a Milano e nell’hinterland sono in allerta e preparano provvedimenti per arginare i contagi da Coronavirus. Già da ieri nelle caselle di posta di centinaia di migliaia di dipendenti sono iniziate a circolare le prime disposizioni, che seguono alla lettera l’ordinanza della Regione Lombardia e del ministero della Salute.

Lo hanno già fatto, ad esempio, A2a, Ibm, Eni, Saipem, Pirelli, Salini Impregilo, PwC, Luxottica e anche le grandi banche come Unicredi

Da alcune aziende sarebbero arrivate anche altre indicazioni, si apprende, più informali, come l’invito, per alcuni dipendenti che fanno i pendolari, a evitare mezzi pubblici come i treni o, per chi abita in città, le metropolitane. Ogni azienda ha la sua sensibilità sul fronte salute e sicurezza sul lavoro, ma sarebbe per ora difficile e ingiustificato, ragiona un dipendente di un’azienda che si occupa di risorse del personale, chiudere i battenti e lasciare a casa tutti: per gli stabilimenti, in particolare, significherebbe fermare la produzione, con ricadute notevoli sul fatturato.

AGGIORNAMENTI SUL NUOVO DECRETO

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 23 febbraio 2020 per facilitare l’avvio di tali pratiche subito, senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi.

Fino alla metà di marzo le aziende di sei regioni del Nord – Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria – potranno applicare il lavoro agile in modo “automatico” fino al 15 marzo.

Lo prevede il nuovo dpcm attuativo del decreto sul coronavirus che consente alle imprese di utilizzare il cosiddetto smart working in deroga e “anche in assenza degli accordi individuali”.

C’è anche risparmio immediato di soldi per chi fa lavoro agile?
«Qualche stima si spinge a dire che un lavoratore agile risparmia fino a 30 euro al giorno. Non ha costi di trasferta per raggiungere il luogo di lavoro, risparmia sull’alimentazione e su altri costi connessi. Poi sicuramente contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e non è un caso che a Milano la giornata del lavoro agile abbia avuto sin da subito anche un’intonazione ecologista».