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CORONAVIRUS: L’epidemia costringe la Lombardia a un’altra settimana di restrizioni per contenere i contagi, ospedali a rischio!

“Non è il momento di abbassare la guardia o pensare che il problema sia chiuso”. Lo ha spiegato l’immunologo Massimo Galli in conferenza stampa in Regione Lombardia aggiungendo che “gli interventi di limitazione del danno vanno intensificate piuttosto che ridotte”. Secondo Galli, il virus del Coronavirus ha viaggiato “sottotraccia nella zona rossa per un periodo piuttosto lungo”.

In Lombardia ci sono 531 positivi al coronavirus e “di questi 235 sono ricoverati” e in terapia intensiva il numero è salito da 57 a 85: l’assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera lo ha detto in conferenza stampa aggiungendo che sono stati fatti 4.835 tamponi: il 75% è risultato negativo, l’11% positivo e il 14% in valutazione.

UNIVERSITA’ CHIUSE

Le Università della Lombardia “ritengono che siano ancora attuali le ragioni che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata con lunedì 24 febbraio. Pertanto le attività formative in presenza sono sospese fino a sabato 7 marzo”. Lo rende noto la Conferenza dei rettori delle Università Lombarde.

SCUOLE CHIUSE?

“Ci sarà un aggiornamento fino a domani, il comitato tecnico lavora fino all’ultimo. Per quanto riguarda il dpcm sarà emesso domani”. Così il premier Conte alla domanda se le scuole riapriranno nelle zone colpite dal coronavirus.

Misure restrittive quindi per un’altra settimana.

La richiesta ufficiale della Regione Lombardia per il contenimento del Coronavirus è stata annunciata dall’assessore al Welfare Giulio Gallera. Altri 7 giorni quindi con le scuole chiuse e la massima allerta: al momento sono 531 i casi di positività in Lombardia. In ospedale ci sono 235 persone; in terapia intensiva sono ricoverati 85 pazienti. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che nei giorni dell’emergenza sono stati eseguiti 4.835 tamponi, di questi il 75% è risultato negativo, l’11% positivo e il 14% si sta processando in queste ore.

“Solo con 14 giorni, che corrispondono al periodo d’incubazione – ha spiegato Gallera in conferenza stampa – potremo capire se le misure permettono di passare da una diffusione 1 a 2 a una diffusione 1 a 1”. “Nel 90% dei casi – ha detto – la situazione sanitaria è  facilmente risolvibile ma per le persone più anziane serve un passaggio in terapia intensiva”. Secondo i dati presentati da Gallera “una persona positiva al Coronavirus ne contagia altri due, ragione per cui se servirà estendere le misure in atto, lo si farà”.

A breve ulteriori aggiornamenti