coronavirus pene inasprite 12 anni di carcere
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Il ministro Lamorgese invita i prefetti e il capo della polizia ad essere più rigorosi nei controlli. E nei prossimi giorni le norme potrebbero inasprirsi

Troppa gente ancora in giro, troppi “furbetti dell’autocertificazione”. Per questo eri  è stata firmata una circolare dal capo della Polizia Franco Gabrielli, diramata a tutti i questori, nella quale viene stabilito che nel modulo con cui il cittadino attesta il suo diritto a circolare, sia compreso anche un quinto punto, ovvero quello in cui sottoscrive di non essere sottoposto alla misura della quarantena. La modifica si è resa necessaria dopo aver registrato diversi casi di persone che sono riuscite persino a violare questa regola fondamentale. E nei cui confronti la severità sarà estrema: rischiano, infatti, una condanna fino a 12 anni di carcere, perché il reato contestato potrà essere quello di epidemia colposa, disciplinato dall’articolo 438 del Codice penale, o anche il 448 e il 452 che stabiliscono le pene per chi attenti alla salute pubblica.

Ecco spiegato il perchè del cambio del modulo, per avere quello nuovo clicca QUI

E’ quanto prevede la direttiva inviata dal Viminale ai prefetti. Al vaglio l’ipotesi di delitto colposo contro la salute pubblica

Chi non rispetta la quarantena rischia fino a 3 mesi di carcere o 206 euro di multa. Questa la pena prevista per chi viola l’isolamento da Coronavirus . A dirlo è la direttiva inviata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ai prefetti. Saranno loro, infatti a vigilare sull’attuazione del dpcm avvalendosi delle forze di polizia e dell’esercito.La disposizione fa riferimento all’articolo 650 del codice penale, ovvero l’inosservanza di un provvedimento di un’autorità. Ma non è escluso si possa verificare anche l’ipotesi prevista dall’articolo 452 del Codice penale, ovvero quella riferita ai delitti colposi contro la salute pubblica.

Ieri 8mila persone denunciate per violazioni (in aumento rispetto al giorno prima)

La Lamorgese ha inviato nuove direttive ai prefetti e al capo della polizia, Franco Gabrielli. Bisogna fare più controlli e soprattutto emanare più sanzioni. Ieri sono state 187.455 le persone controllate e sono state 8.089 quelle denunciate (in aumento quindi rispetto alle 7.890 del giorno precedente), per inottemperanza al Dpcm e per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Nel corso delle attività eseguite dalle forze dell’ordine su indicazione del Viminale sul rispetto delle misure per contenere il contagio di coronavirus. Inoltre, sono stati 111.512 gli esercizi commerciali controllati: 154 i titolari di esercizi commerciali denunciati, 33 i negozi sospesi. In totale sono oltre 44 mila le denunce e un milione le persone controllate in una settimana. Secondo i dati forniti dal Viminale, dall’11 al 17 marzo, le forze dell’ordine impegnate nei controlli negli esercizi commerciali, sono stati denunciati 1.473 titolari e sospese 72 attività. E non finisce qui, nei prossimi giorni le regole potrebbero subire un nuovo giro di vite.