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Il premier in un colloquio col Corriere della Sera: “Le misure restrittive stanno funzionando ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere non potremo tornare subito alla vita di prima”

Scuole e negozi chiusi anche oltre il 3 aprile.

“Inevitabile la proroga del blocco totale”. La fine? Data da destinarsi

Non è ancora nero su bianco in un nuovo decreto con misure di contenimento del Coronavirus, ma la decisione è già presa, dal governo. Lo dice in modo «chiaro» il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un colloquio – non proprio un’intervista – pubblicato oggi dal Corriere della Sera, a firma del giornalista Marco Galluzzo.

In un giorno, 475 vittime. Il coronavirus in Italia non ne aveva mai fatte tante in 24 ore. E nemmeno in Cina. Certo, la curva dei contagi cresce in termini percentuali sempre meno. Ma lo scenario è catastrofico. Siamo nel bel mezzo della guerra.

«Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo il picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza».

“Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima

Conte ha anche preannunciato un secondo decreto con misure economiche: «Penso fra due settimane saremo pronti per firmarlo». Basato non solo su aiuti immediati (come già previsto nel primo decreto) ma anche su una forte leva pubblica, investimenti pubblici in vari settori, compresi quelli delle infrastrutture oggi congelate dall’emergenza.

Conte: “Impossibile tornare subito a vita di prima”

Le misure restrittive stanno funzionando – spiega Conte dopo aver finito la riunione a Palazzo Chigi con i ministri, alcuni collegati in videoconferenza – ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima”. Il premier non si sbilancia sui tempi della proroga dei provvedimenti.

Conte: “Sentiremo ancora la comunità scientifica”

Conte chiarisce che come sempre sarà “determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche”.

Comitato scientifico: “Scuole chiuse anche oltre il 3 aprile”

Dal Comitato tecnico scientifico, sulle pagine di Repubblica, intanto arriva un parere sulle scuole: “Non ha senso aprire prima di 60 giorni”. Quasi certamente, dunque, il termine del 3 aprile non basterà e le lezioni rimarranno ancora sospese.