mascherine moda
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Molti brand di moda oltre le donazioni, stanno producendo mascherine e materiale per medici e infermieri

E l’Italia fa anche in questo caso da apripista grazie a una filiera di produzione sul territorio che non ha eguali nel mondo e che sostiene quella che è la seconda industria del Paese, come ha ricordato un comunicato recente della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Il settore moda rappresenta la seconda industria del Paese, l’Italia è il primo produttore di moda del lusso al mondo e il primo produttore di moda in Europa.

Fendi, Gucci,  Salvatore Ferragamo, Ermanno Scervino, Miroglio, Prada, Valentino, sono alcune delle case di moda che hanno richiesto alle proprie sarte di mettersi all’opera, anche da casa, utilizzando il Tnt, tessuto non tessuto il cui uso è indicato dalla Regione Toscana sulla base delle analisi di laboratorio condotte da PontLab e dall’Università di Firenze, per poi, una volta ricevuta l’approvazione da parte delle autorità competenti, distribuirle agli ospedali.

Stabilimento Miroglio riconvertito per la produzione di mascherine moda

La produzione di Prada per la Toscana

Tra le iniziative più recenti, quella del gruppo Prada,
che, su richiesta della Regione Toscana, ha avviato mercoledì 18 marzo la produzione di 80mila camici e 110mila mascherine da destinare al personale sanitario della Regione (foto in alto). Il piano prevede consegne giornaliere che saranno ultimate il 6 aprile. Gli articoli sono prodotti internamente presso l’unico stabilimento del gruppo Prada, quello di Montone (Perugia), rimasto operativo a questo scopo e da una rete di fornitori esterni sul territorio italiano.

Gucci in aiuto a Toscana ed Emilia-Romagna
Gucci ha risposto all’appello della regione Toscana per la produzione di mascherine e camici per il personale sanitario: sono oltre 1.100.000 le mascherine chirurgiche e 55mila i camici che saranno donati nei prossimi giorni, previa autorizzazione delle autorità competenti. Già nelle scorse settimane l’azienda, in collaborazione con la filiera, ha avviato la produzione del materiale richiesto. L’offerta si aggiunge alla donazione di 2 milioni a favore di alcune delle principali realtà ed organizzazioni sanitarie in Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio e al contributo personale di Marco Bizzarri, Presidente e ceo di Gucci, di 100.000 euro all’azienda sanitaria di Reggio Emilia.

Due milioni di euro da Valentino

Mayhoola, gruppo di cui fanno parte Valentino, Balmain e Pal Zileri, supporterà due diversi progetti. Il primo, del valore di un milione di euro, riguarda l’incremento dell’efficienza e la sicurezza del reparto di Terapia Intensiva presso l’Ospedale Sacco di Milano. Il nuovo macchinario di ventilazione a pressione negativa che Mayhoola donerà all’ospedale milanese, consentirà all’equipe medica di assistere in sicurezza i pazienti di coronavirus. L’obiettivo è di far cessare l’incremento di ulteriori contagi dello staff medico, garantendo misure di sicurezza per tutti coloro che lavorano nel reparto di terapia intensiva. Il secondo progetto di Mayhoola è a favore della Protezione Civile, anch’esso del valore di un milione di euro per supportare lo straordinario sforzo a beneficio di tutte le regioni italiane. «I nostri stabilimenti di produzione e i nostri uffici sono dislocati in diverse e bellissime regioni italiane: Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e molte altre – si legge in una nota di Mayhoola – è assolutamente eccezionale il modo in cui la Protezione Civile Italiana sta operando all’interno del paese e sono encomiabili le modalità con cui sostiene continuamente i cittadini italiani nelle loro necessità».