Decathlon mascherine respiratori
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Decathlon dona 10 mila maschere da snorkeling per farle trasformare in respiratori

Decathlon, attraverso un post apparso sui propri canali social, ha comunicato la donazione, dopo che era emersa la possibilità di trasformare le maschere in respiratori per gli ospedali

Dalla maschera da snorkeling Easybreath è nato un respiratore per i pazienti affetti da coronavirus. L’ha inventata la società bresciana Isinnova modificando una comune maschera venduta da Decathlon Italia.

I test e le sperimentazioni

“Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato in breve tempo tramite stampa 3d”, dicono da Isinnova. La valvola di raccordo, per impedire eventuali speculazioni sul prezzo del componente, è stata subito brevettata ed il brevetto “rimarrà ad uso libero perché è nostra intenzione che tutti gli ospedali in stato di necessità possano usufruirne”. Sul sito della startup, inoltre, è stato liberamente condiviso il file per la realizzazione del raccordo in stampa 3d.

La dichiarazione di Decathlon

“In una situazione di emergenza sanitaria come quella attuale e in estrema carenza di presidi respiratori ordinari, nell’attesa dei test e delle sperimentazioni in corso presso il Politecnico di Milano e sulla base delle risultanze del brevetto della Società Isinnova, abbiamo deciso di donare 10.000 unità delle nostre maschere da snorkeling Easybreath alle regioni italiane, responsabili della sanità pubblica. La chiave di distribuzione utilizzata sarà la quota di accesso abitualmente adottata per la ripartizione dei fondi statali”. Con queste parole, apparse sui canali social di Decathlon, l’azienda ha voluto comunicare la propria decisione

La catena di abbigliamento e accessori sportivi ha così deciso di donare 10 mila delle proprie maschere da snorkeling Easybreath alle Regioni italiane per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19, “nell’attesa dei test e delle sperimentazioni in corso al Politecnico di Milano e sulla base delle risultanze del brevetto della Società Isinnova”. Lo comunica il gruppo in una nota. “La chiave di distribuzione utilizzata sarà la quota di accesso abitualmente adottata per la ripartizione dei fondi statali”.