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foto di repertorio
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Nuovo intervento del Vaticano a sostegno della sanità impegnata nella lotta al coronavirus.

Coronavirus, oggi alle 18.00 in diretta su RAI1 la supplica del Papa e poi l’indulgenza plenaria: ecco cosa è

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre ha affidato 30 respiratori acquistati nei giorni scorsi all’Elemosineria Apostolica perché questa ne possa fare dono ad alcune strutture ospedaliere nelle zone più colpite dalla pandemia di Covid-19.

Come ha ricordato anche l’ ‘Avvenire‘, non è la prima volta che il Papa interviene direttamente per dare il suo contributo nella lotta alla pandemia di coronavirus. Lo scorso 12 marzo per esempio, tramite il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, aveva donato 100mila euro a Caritas Italiana, affinché potesse dare un concreto aiuto su tutto il territorio italiano. “Tale somma – spiegava un comunicato – vuol essere un’immediata espressione del sentimento di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento da parte del Santo Padre verso tutti quei servizi essenziali a favore dei poveri e delle persone più deboli e vulnerabili della nostra società, che le Caritas a livello diocesano e parrocchiale assicurano quotidianamente in Italia”.

Docce, dormitori, assistenza ai senza tetto e anche “il sacchetto del cuore”, preparato dai volontari, con dentro un pasto oltre a centinaia di confezioni di latte fresco, prodotto sempre nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, e destinato ai più bisognos. Tutti i servizi e le distribuzioni, sottolinea Vatican News, vengono effettuate nel pieno rispetto delle norme stabilite in seguito alla diffusione del Coronavirus.

Per le persone che osservavano il presunto mancato pagamento dell’Ici-Imu da parte del Vaticano, che avrebbe sottratto alle casse dello Stato risorse per qualche miliardo, che ora sarebbero molto utili per acquistare materiale sanitario. Si tratta di una fake news assoluta, come dimostrato anche di recente dal presidente dell’Apsa, il vescovo Nunzio Galantino, in una articolo apparso su “Vita Pastorale”.

«Bisogna ribadire che sugli immobili dati in affitto, quelli cioè che rendono davvero – spiegava – da sempre le imposte vengono pagate senza sconti o riduzioni». Nel 2019 ad esempio l’Apsa ha versato 5.750.000 euro di Imu e 354.000 euro di Tasi. Questi soldi sono andati per oltre il 90% al Comune di Roma, dove gli immobili si trovano. Se aggiungiamo 3.200.000 euro di Ires, arriviamo a un totale di oltre 9.300.000 euro. «Non proprio una bazzecola concludeva il vescovo -, tenuto conto che le somme si riferiscono
soltanto alla parte di beni amministrati dall’Apsa. A queste somme va infatti aggiunto quanto, con gli stessi criteri, pagano la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, il Vicariato di Roma, la Cei, gli Ordini e le Congregazioni religiose».

Secondo tampone per il Papa

Secondo tampone negativo per Papa Francesco, che sarebbe stato sottoposto per la seconda volta ai controlli in Vaticano dopo che, nei giorni scorsi, è stato trovato positivo al Covid19 un alto prelato della Segreteria di Stato che vive a Casa Santa Marta, dove alloggia anche Bergoglio


Coronavirus, questa sera “Urbi et Orbi” straordinario di Papa Francesco In una piazza San Pietro vuota saranno collocati il crocifisso ligneo conservato a San Marcello e l’immagine della Salus populi. Diretta su Rai1

Un momento di raccoglimento per rivolgere una preghiera straordinaria nel tempo della pandemia. Oggi pomeriggio venerdì di Quaresima, alle 18, Papa Francesco si recherà sul sagrato della Basilica di San Pietro e davanti alla piazza vuota, come aveva annunciato il 22 marzo al termine dell’Angelus, presiederà una celebrazione di un’ora a conclusione della quale impartirà la Benedizione “Urbi et Orbi”.

Vicino al cancello centrale della Basilica saranno collocati l’immagine della Salus Populi Romani, ossia l’icona bizantina con cui viene raffigurata la Madonna che tiene in braccio il Bambin Gesù, e il Crocifisso di San Marcello. Il Santissimo Sacramento sarà esposto sull’altare che verrà collocato nell’atrio della Basilica Vaticana. Il Santo Padre, dopo la lettura e l’ascolto della Parola di Dio, terrà una meditazione. E infine, dopo la supplica, seguirà il rito della Benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”.

“Il Pontefice – come illustrano dalla sala stampa della Santa Sede – ha invitato tutti a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, per ascoltare la Parola di Dio, elevare una supplica in questo tempo di prova e adorare il Santissimo Sacramento. Al termine della Celebrazione il Santo Padre impartirà la Benedizione ‘Urbi et Orbi’, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria”.

Sarà il cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, a pronunciare la formula per la proclamazione dell’indulgenza plenaria con cui ogni peccato, anche quello perdonato con la Confessione, viene cancellato e che, durante l’emergenza generata dal coronavirus, cambia eccezionalmente la sua formula.

Come viene spiegato dalla Penitenzieria vaticana, l’indulgenza plenaria cancella non solo il peccato ma anche la pena temporale che dovrà essere scontata o sulla terra con preghiere, penitenze od opere di carità, o in Purgatorio. Facendo riferimento alla comune metafora del foro provocato da un chiodo (il peccato), se la Confessione sacramentale copre il buco nel muro con dello stucco, l’indulgenza, ossia la remissione, lo ricompone completamente. In tempo di pandemia l’indulgenza verrà concessa senza la necessaria presenza fisica alla celebrazione di chi vi si vuole appellare e, come si legge nel decreto de 20 marzo della Penitenzieria, è rivolta a:

  • – Fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.
  •  Gli operatori sanitari, i familiari e quanti esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus
  • – Fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio o altre forme proprie delle rispettive tradizioni orientali di appartenenza per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.