pista ciclabile san babila sesto marelli

LA PROPOSTA LANCIATA OGGI

Ridurre la carreggiata a una sola corsia in corso Buenos Aires, a Milano, per lasciare più spazio ai cittadini che si muoveranno in bicicletta con spazi regolarmente adibiti. Questa è l’ultima delle idee proposte dapprima dai Genitori Antismog, con il supporto dell’assessore Pierfrancesco Maran, e poi dal sindaco Beppe Sala, per la fase 2 dell’emergenza Coronavirus di Milano.

Il progetto: pista ciclabile da San Babila a Sesto Marelli

L’idea è quella di, innanzitutto, limitare il traffico nella fase 2 e conseguenti assembramenti sui marciapiedi, oltre a cogliere l’occasione per “una mobilità dolce ed elettrica”, come suggerito dal primo cittadino milanese. Così facendo, Sala ha proposto la creazione di una “ciclabile con segnalazione orizzontale” che vada da piazza San Babila sino a Sesto Marelli, passando per corso Venezia, corso Buenos Aires e viale Monza. In alternativa, sempre su suggerimento del sindaco di Milano, si potrebbero adibire i controviali da Lagosta al Parco Nord con Fulvio Testi. In tali aree, i cittadini in sella alle proprie biciclette o monopattini non potranno superare il limite di velocità di 30 chilometri orari. Per realizzare il progetto, però, Sala ha chiesto un intervento da parte dello Stato per il finanziamento dell’acquisizione di tali mezzi di trasporto e sgravi per tutta la popolazione, oltre a una limatura della burocrazia per procedere nel minor tempo possibile così da non farsi cogliere impreparati alla riapertura. Dalle Opposizioni, intanto, il consigliere del Municipio 3 della Lega ha chiesto che “il presidente Caterina Antola si attivi quanto prima per acquisire il progetto” in modo tale da avviare “una discussione che coinvolga i cittadini e le attività produttive”.

La dichiarazione dell’assessore Pierfrancesco Maran

La Strategia del Comune di Milano per la fase2 è online e da lunedì sarà possibile per tutti mandare idee e contributi.
Non sappiamo quando decideranno di riaprire, non spetta a noi, ma in ogni caso dovremo essere pronti sulle cose da fare quando accadrà.
Uno dei punti centrali è la dimensione di quartiere, la Milano raggiungibile a piedi in 15 minuti da casa.
Siamo 1.400mila in 88 quartieri: cioè in media 15mila persone a quartiere, ognuno un comune di medie dimensioni.
Significa che la piazza centrale del quartiere, gli spazi pubblici possono servire, quando sarà possibile (i tempi li fissa il Governo) per creare spazi di socialità, avere luoghi per fare spettacoli musicali o teatrali con adeguato distanziamento, aiutare con più spazi esterni i bar, i ristoranti e i negozi.
Restituire pezzi di città ai bambini, non solo cittadini di domani ma di oggi.
Dobbiamo fare in modo che l’economia urbana e la nostra qualità della vita resistano a questa crisi e nel documento trovate varie proposte operative.