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Venti miliardi: ammonta a tanto il conto dei danni che la Lombardia chiederà alla Cina. Dal “Grazie per gli aiuti” al ” risarcimento per danni” il passo è stato breve.

«La Regione Lombardia chiederà, e in tempi brevissimi, il conto dei danni alla Repubblica Popolare Cinese: siamo pronti a mandare all’ambasciatore cinese un acconto di richiesta danni da 20 miliardi».

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Lo rende noto Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda Salvini Premier. «Nella prossima seduta del Consiglio Regionale lombardo la Lega presenterà una richiesta in tal senso, per dare mandato alla Regione per chiedere i danni – spiega Grimoldi in una nota –

È quello che stanno facendo negli altri Stati occidentali: negli Stati Uniti alcuni singoli Stati hanno già denunciato e chiesto danni alla Cina per le conseguenze della pandemia da Covid19, i membri del Congresso americano propongono leggi per dare la possibilità anche ai singoli cittadini di chiedere ingenti riparazioni a Pechino e anche Australia e Gran Bretagna si dirigono decise in questa direzione».

«Solo in Italia, che eppure è uno dei Paesi più colpiti dal virus, tutto tace. Sappiamo bene che il Governo giallorosso è genuflesso a Pechino, non siamo sorpresi, ma tutto ha un limite».

SULLA STESSA LINEA DI PENSIERO ANCHE IL VENETO

Anche il Veneto dovrebbe fare lo stesso, chiedono al governatore Luca Zaia i deputati veneti di Forza Italia, Dario Bond, Raffaele Baratto, Piergiorgio Cortellazzo. «Anche la nostra regione, il Veneto, sta scontando una perdita fortissima – ricordano – Avremo un Pil in calo del 7%.

Non solo artigiani, commercianti, professionisti, ma la stessa industria, che rappresenta il motore dell’economia italiana sarà quella che ne sconterà più conseguenze negative. Senza considerare il costo in termini di vite umane e i danni economici che la sola gestione sanitaria sta comportando». «Chiediamo al governatore Zaia – concludono – di muoversi urgentemente per chiedere anche per la nostra gente un risarcimento di almeno 20 miliardi di euro alla Cina per le conseguenze della pandemia da Covid19».