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Continua il lavoro del Governo sul testo del Decreto Rilancio, già Decreto Maggio ed ex Decreto Aprile, che dovrebbe vedere la luce nelle prossime ore. Proseguono quindi anche discussioni e limature sui singoli provvedimenti annunciati, che dovrebbero avere l’obiettivo di risollevare l’economia italiana dalla crisi scatenata dalla pandemia Covid19.

Se il primo documento circolato giorni fa nelle redazioni dei giornali conteneva, in 770 pagine, le proposte dei singoli Ministeri e note della Ragioneria, l’ultima bozza comprende 258 articoli e alcune novità rispetto alla versione precedente. 

Contributi a fondo perduto per le imprese

Una delle principali riguarda, in particolare, i discussi contributi a fondo perduto destinati alle imprese provate dal lockdown. Stando all’ultima bozza, il provvedimento dovrebbe avere come beneficiari soggetti titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo con partita Iva, con ricavi fino a 5 milioni di euro. 

Per ricevere l’aiuto a fondo perduto, oltre al limite finanziario, le imprese dovranno garantire che il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 siano “inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”. In pratica, si dovrà dimostrare che la condizione economica dell’impresa è fortemente peggiorata nei mesi della pandemia. 

Il contributo verrà determinato “applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”.

A ricavi non superiori a 100mila, 400mila e 5 milioni di euro, rispettivamente, corrispondono percentuali del 25%, del 20% e 15%, sempre nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto.

Credito di imposta dell’80% per riaprire in sicurezza

Altro provvedimento che dovrebbe favorire la ripartenza delle attività economiche presente nella bozza, un credito d’imposta dell’80%, che può arrivare a un massimo di 80 mila euro, da destinare alle spese di investimento necessarie per riaprire in sicurezza. Si potrà usufruire della misura, quindi, per provvedere a tutti gli adeguamenti necessari al rispetto delle misure di contenimento del virus e alle indicazioni sanitarie: per esempio, la messa a norma di studi medici, ingressi e spazi comuni, mense, il rifacimento di spogliatoi, l’acquisto di arredi di sicurezza, di tecnologie per l’attività lavorativa o di apparecchi per misurare la temperatura dei dipendenti. 

Ecobonus

Torna sul tavolo l’ecobonus, nella forma di un superbonus edilizio per gli interventi di riqualificazione energetica o il rifacimento di facciate (a condizione che nel pacchetto sia compreso uno dei seguenti interventi: cappotto termico dell’edificio, caldaia a condensazione o caldaia a pompe di calore). Lo sconto sarà del 110%. La novità introdotta è la possibilità di cessione del credito a banche o alle imprese che realizzano i lavori.

Clausole di salvaguardia, sugar e plastic tax

La bozza conferma la cancellazione delle clausole di salvaguardia, che avrebbero previsto l’aumento di Iva e accise dal 2021, e il rinvio di sugar e plastic tax al prossimo anno. 

Scadenze fiscali rimandate

Rimandate parecchie scadenze fiscali: slittano al 16 settembre i versamenti di Iva, ritenute d’acconto, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali, rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio e avvisi bonari. Si potrà effettuare i pagamenti in unica soluzione oppure in quattro rate di pari importo.

Reddito di emergenza

Novità anche sul reddito di emergenza, punto che ha letteralmente spaccato la maggioranza, tra il Movimento Cinque Stelle che avrebbe voluto renderlo una misura più strutturale e il Pd che avrebbe voluto limitarlo a un provvedimento una tantum. Si sarebbe optato, stando alla bozza, per liquidarlo in due quote tra i 400 e gli 800 euro, in base alle esigenze, e potrà andare a chi non ha diritto a ricevere altri sussidi. Il limite Isee previsto è di 15mila euro e quello patrimoniale è entro i 10mila euro, che potrebbe essere portato a 25 mila in caso di famiglie con disabili.

Bonus vacanze

Confermata l’idea del bonus vacanze, fino a 500 euro, per le famiglie con un reddito ISEE non superiore ai 35.000 euro. Il credito, che sarà di 150 euro per le famiglie con una sola persona e di 300 euro per i nuclei di 2 persone, dovrà essere utilizzato da un solo componente della famiglia in un periodo compreso tra il primo luglio e il 31 dicembre 2020. Quanto all’erogazione, per il 90% sarà sotto forma di sconto e per il 10% di detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Colf e badanti

A lavoratori domestici e badanti con uno o più contratti di lavoro, al 23 febbraio 2020, per un monte orario superiore alle 10 ore settimanali, si riconosce un’indennità mensile di 500 euro per i mesi di aprile e maggio 2020. I lavoratori non devono però essere conviventi con le famiglie, devono essere rimasti esclusi dalle altre indennità previste dal Dl Cura Italia e non devono essere titolari di pensione.

Premi operatori sanitari e Iva sulle mascherine

Confermati anche i premi per gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri in prima linea nell’emergenza sanitaria. Il contributo ha un valore massimo di 1000 euro, ma le Regioni avranno la facoltà di incrementare i fondi della contrattazione integrativa. Tra le novità dell’ultima ora c’è anche l’azzeramento dell’Iva sulle mascherine per la durata di tutta l’emergenza, mentre poi sarà ridotta dal 22% al 5%.