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La banca del plasma iperimmune: “Tutti i guariti Covid sono invitati a donare”

Regione Lombardia lancia la banca del plasma iperimmune. Ad annunciarlo l’assessore al Welfare Giulio Gallera che ha spiegato che “con le indicazioni del Policlinico San Matteo di Pavia verrà definito un protocollo per la donazione del sangue e del plasma in tutta la regione”. Il centro di Pavia e l’ospedale di Mantova sono stati i primi a sperimentare la terapia con il plasma iperimmune su 46 pazienti guariti dal coronavirus. E proprio dai “tanti guariti che abbiamo in tutta la regione – ha chiarito Gallera – verrà creata la banca del plasma iperimmune: ogni Asst chiamerà chi è guarito dal Covid19 e lo inviterà a donare il plasma”. Saranno circa 500 mila le persone che saranno testate. In un primo momento “sarà verificato il livello di immunità e di forza degli anticorpi nel loro plasma e una volta individuata la capacità, verrà loro chiesto di fare la donazione”.

Ridotta mortalità dei pazienti

“In altre parole – ha detto ancora Baldanti – da un decesso atteso ogni 6 pazienti, si è verificato un decesso ogni 16 pazienti. Contemporaneamente constatavamo – ha aggiunto – che i parametri erano migliorati al termine della prima settimana, così come la polmonite bilaterale, calata in maniera drastica”.

Questa strategia è stata utilizzata fin dall’inizio del secolo scorso ma ha ricevuto un crescente interesse nella terapia della MERS (Middle East Respiratory Syndrome da coronavirus), nella influenza aviaria (H1N1 e H5N1), nella SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e nella infezione da Ebola.

Le tappe dello studio

“L’idea di effettuare questo studio – ha ricordato Nicora – è nata nella prima decade di marzo, tra la seconda e la terza settimana in cui il Covid 19 era presente in Lombardia”.

‘Nella prima decade di marzo – ha chiarito Nicora – quando è stato scritto il protocollo di studio, il Ministero della Salute Italiano il giorno 9 segnalava 8.514 persone positive, di cui il 59,2% ricoverati con sintomi, il 10,3% ricoverati in terapia intensiva; il 30,5% in isolamento domiciliare, il 9,9% guariti’.

I ricercatori hanno pensato quindi di studiare l’effetto della immunizzazione passiva somministrando anticorpi specifici contro il Coronavirus contenuti nel plasma ottenuto dai soggetti guariti.

Procedura per ottenere il plasma

“Una volta stabilito il plasma da raccogliere, bisogna raccoglierlo bene, in sicurezza – ha detto Cesare Perotti, Direttore servizio Immunoematologia Policlinico San Matteo Pavia – e in modo rapido. Possiamo fare tutto questo grazie ai separatori cellulari che sono delle apparecchiature in funzione in almeno 36 centri in Lombardia e quindi è una possibilità di raccolta molto vasta e molto ampia, però c’è un percorso, chi si siede a donare il plasma convalescente, quindi è guarito dalla patologia, deve garantire la sicurezza di avere in circolo questi anticorpi”.