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Lunepark gratis per un pomeriggio Sabato 20 Giugno all’EuroPark droscalo. Veranno ospitati gratuitamente medici, infermieri, personale delle rsa, operatori socio-sanitari, del 118 e della Protezione civile e i loro familiari: una iniziativa voluta da Angelo Trebino, 78 anni, fondatore del parco divertimenti.

Un pomeriggio di stacco e di divertimento per chi, negli ultimi mesi, ha affrontato quotidianamente tensioni, fatiche e sofferenze: lo offrirà sabato 20 giugno l’EuroPark Milano Idroscalo di Segrate a medici, infermieri, personale sanitario e delle case di riposo, operatori socio-sanitari, operatori del 118 e della Protezione civile e ai loro familiari.

Il parco, che ha ripreso la propria attività nei giorni scorsi, aprirà gratuitamente le porte dalle 14.30 alle 19.30 a chi ha combattuto in prima linea contro il coronavirus.

Agli operatori sanitari e della Protezione civile basterà presentare al desk accoglienza un badge o un documento che ne attesti la professione: “Così riceveranno un bracciale che consentirà a loro e ai loro accompagnatori di usufruire gratuitamente del parco e di tutte le giostre” conclude il titolare dell’EuroPark.

“Per una volta si invertiranno i ruoli e saremo noi a prenderci cura di loro, garantendo agli operatori sanitari e alle loro famiglie qualche ora spensierata fra autoscontri, ottovolante e ruota panoramica – spiega il titolare dell’EuroPark, Riccardo Trebino – È un modo per esprimere concretamente tutta la nostra gratitudine”.

Anche perché la famiglia Trebino ha un motivo particolare per dire grazie: “L’iniziativa è stata fortemente voluta da mio padre Angelo, fondatore del parco, che ha avuto il Covid-19 ed è stato ricoverato per 33 giorni all’Istituto clinico Città Studi – racconta – Per due volte ha davvero visto la morte in faccia, assistendo in prima persona agli sforzi di medici e infermieri, che non si sono mai risparmiati.

È stato un periodo terribile tanto dal punto di vista personale quanto da quello professionale: erano i giorni di Pasqua, papà era gravissimo in ospedale e il parco era chiuso. Gli operatori sanitari non hanno mollato neppure per un attimo”.

Fortunatamente poi tutto è andato per il meglio e Angelo è tornato a casa: “Mentre passeggiava per il suo parco, ha avuto l’idea di metterlo a disposizione di chi l’ha curato.