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Verrà inaugurato sabato 5 settembre il Kapannone dei libri di Angera, oltre 400 metri quadrati dedicati alla cultura.

Il Kapannone dei Libri

400 metri quadrati, due piani con circa 7 metri d’altezza: sono questi i numeri di aprtenza del Kapannone dei Libri di Angera inserito in un grande comparto industriale ricavato da una vecchia fabbrica Borghi alle porte di Angera, cittadina in provincia di Varese.

Tra le collezioni destinate a essere ospitate nel nuovo spazio, i libri d’arte, in tutte le accezioni possibili e immaginabili: arti visive, pittura, scultura, moderna e contemporanea, fotografia, design, architettura, libri di aziende e industrie… Colonne specifiche sono dedicate ai giganti del Novecento, secondo l’insindacabile gusto di Kerbaker: Pablo Picasso, Joan Miró, Henri Matisse, Salvador Dalí e Giorgio de Chirico, ciascuna con titoli di rarità assoluta.

Una sezione è dedicata alle edizioni bancarie (introdotte da uno storico catalogo, La Banca e il Libro, con una spettacolare prefazione di Umberto Eco), altre due presentano i libri di Franco Maria Ricci e quelli della prima Skira, dagli anni Trenta al 1970. Ci sono poi le collezioni di riviste del secondo Novecento, spesso complete, alcune delle quali oggi totalmente introvabili (La Critica, mitica rivista di Benedetto Croce, le cinque serie di Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia e diretta nel tempo anche da Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia, Paragone, rivista di arte e letteratura fondata da Roberto Longhi e Anna Banti, Belfagor, forse la più stimolante testata accademica mai pubblicata in Italia).

Inoltre, una quantità di libri che si occupano di libri: bibliografie, storie della stampa, delle librerie, delle biblioteche, del design e della grafica editoriale, cataloghi di editori e librai antiquari, testi variamente firmati da bibliofolli e altre categorie di malati della stessa sindrome.

Tutti i testi presenti nel Kapannone sono catalogati e facilmente fruibili. La raccomandazione di Kerbaker è però quella di non cercare un libro particolare, ma di abbandonarsi al piacere di frugare qua e là tra gli scaffali. Per questo è stata studiata una disposizione dei testi ad hoc: non tanto incolonnati negli scaffali, alla maniera delle biblioteche tradizionali, che non invogliano a leggere e incutono timore, ma sparsamente disposti in maniera apparentemente casuale, che porti a prenderli in mano, accomodarsi in qualche posto e sfogliarli o leggerli.