MILANO DESIGN CITY: un focus su Tortona Design Week
MILANO DESIGN CITY: un focus su Tortona Design Week
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MILANO DESIGN CITY: un focus su Tortona Design Week.

Per coloro che hanno nostalgia di quelle lunghe giornate trascorse alla scoperta di installazioni ed esposizioni di design, nella storica via del Fuorisalone i principali animatori della Tortona Design Week propongono due installazioni fisiche, visitabili e vivibili in tutta sicurezza promosse da Torneria Tortona e Tortona Locations. L’appuntamento, inserito nel programma di Milano Design City 2020, è da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2020.

  • Milano –Torneria Tortona (via Tortona 30) ospita l’installazione Crocevia: storie di sperimentazione materica e sentimento, curata dalla designer Sara Ricciardi, che per l’occasione si trasferisce temporanemente con tutto il suo studio di progettazione in Torneria, diventando parte integrante dell’installazione. Come durante gli antichi pellegrinaggi, i crocevia segnavano dei momenti di incredibile scambio e racconto, erano dei luoghi dove sostare dopo il lungo camminare e in cui ognuno raccontava esperienze e fatti di vita, così Torneria Tortona si trasforma in un palcoscenico dell’incontro, un habitat animato da simboli evocativi (mani, chiavi, farfalle, occhi, sole e luna, conchiglie), un crocevia onirico digitale dove tutti i visitatori possono prendere parte ad azioni performative, immersi tra luce, pensieri, lune, sassi e un pianoforte. Il tutto tra i marmi luminosi dell’azienda Matlight e tra i racconti materici del maestro dei metalli Carlo Traviganti: il design e la materia sono generatori di riflessioni e dubbi, interconnessioni di persone e concetti. In un distanziamento sociale imperante, un’occasione per far incontrare rette parallele.

L’installazione è visitabile in orario 11.00-20.30 da giovedì 1 a domenica 4 ottobre.

  • Milano –Tortona Locations, presso l’ex drogheria di via Tortona (via Tortona 19). ospita invece l’installazione The Underwood: il Sottobosco come spazio simbolico tra natura e arte, co-curata dagli architetti e designer Francesca Benedetto e Matilde Cassani che hanno tratto ispirazione dagli artisti Fischli e Weiss che tra il 1997 e il 1998 realizzarono un’opera dal titolo Flowers and Mushrooms con l’intento di documentare i giardini di fiori e funghi in scala 1:1. I visitatori di The Underwood possono immergersi, in totale sicurezza, in un vero e proprio sottobosco tra le specie tipiche che lo abitano considerate sia come individui singoli che come colonie da osservare nella loro continua evoluzione e specificità. L’obiettivo delle designer è quello di creare un’installazione la cui identità sia definita dalla coesistenza tra natura, rituali e oggetti. Attraverso un’esperienza immersiva, dove spazio pubblico e spazio interno si fondono, The Underwood vuole invitare i visitatori a considerare il sottobosco come un nuovo spazio vivibile all’interno della città, svelando un nuovo rapporto di coesistenza tra natura e città, aiutando così inoltre ad immaginare un possibile futuro per Milano. La scenografia ospita una collezione di oggetti. I visitatori, abitando lo spazio, ne diventano parte attiva ed esplorando il paesaggio del sottobosco possono trovare elementi, naturali e artificiali inaspettati. Grazie alla collaborazione con Sense – Immaterial Reality, il visitatore può vivere un’esperienza sensoriale innovativa ed utilizzare un nuovo linguaggio: il paesaggio è, infatti, costellato da attivatori che, tramite il proprio smartphone, permettono di esplorare funghi immateriali da vicino in tutti i loro più piccoli dettagli. Parte di questi oggetti, tra cui le bustine di semi, è acquistabile e il ricavato sarà devoluto all’associazione Caf Onlus, centro-aiuto minori e famiglie.

L’istallazione è aperto al pubblico giovedì 1 e venerdì 2 ottobre in orario 12.00-15.00 e 17.00-19.30; sabato 3 e domenica 4 in orario continuato 11.00-19.30.

  • Sempre Tortona Locations, nella sua location storica Opificio 31 – Spazio Emporio (via Tortona 31), ospita Arte Design by Decor Lab, un panel di appuntamenti per approfondire il valore emozionale dell’opera d’arte, ridisegnare i luoghi del design, proponendo una formula in cui le due arti si incontrano, dialogano, diventano qualcosa di nuovo.