coprifuoco anticipato ora 20

Il ministro della Salute: “La pandemia ci ha stravolto la vita. Dobbiamo tenere duro perché la strada è ancora lunga”.

Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa alla Camera sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19

Speranza poi ha presentato le nuove misure: “Lunedì dopo un confronto con le Regioni abbiamo avviato il lavoro del nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il prossimo 15 gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo una conferma delle misure fondamentale già vigenti e del modello per fasce differenziate che ci ha consentito di abbassare la curva tra novembre e dicembre”. Ma ci sono anche importanti novità: se ci sono 12 regioni a rischio alto, ora per loro scatterà subito “l’area arancione, secondo i 21 parametri definiti dal decreto del 21 aprile”.

“E’ inoltre intenzione del governo confermare il divieto di spostamenti anche in zona gialla” e “ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione” con il divieto di asporto dopo le 18 per i bar. Confermata anche “l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale“, ha precisato il ministro. Prevista anche la riapertura “dei musei nelle regioni in area gialla”.

Un’altra novità voluta dal governo riguarda una quarta area oltre quelle rossa, arancione e gialle, un’area bianca che “potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio basso”, ha spiegato Speranza. “In quest’area le limitazioni saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine. E’ difficile quest’area possa scattare nel breve ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno”, ha aggiunto il ministro. Infine, Speranza ha spiegato che “quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza