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Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti covid19″.Un dato incoraggiante che ci spinge ad andare avanti così, mantenendo sempre alta la guardia”.

Lo annuncia su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Un sentito ringraziamento ai cittadini e al nostro SSN per la risposta straordinaria. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate.

In base ai dati aggiornati alle 14 di oggi, 15 gennaio, la regione che ha somministrato più dosi di vaccino è la Lombardia (150.442, il 64,1% delle dosi consegnate). Sopra la soglia 100mila anche l’Emilia-Romagna (102.729). A seguire la Campania (96.817 dosi), il Veneto (96.247), il Lazio (90.407 dosi), il Piemonte (90.188) e la Sicilia (84.342). Più staccate Toscana (62.519 dosi), Puglia (51.072 dosi), Liguria (28.505), Friuli-Venezia Giulia (25.903), Sardegna (19.994), Marche (19.911), Abruzzo (18.161), Calabria (17.023), Umbria (12.240), Provincia autonoma di Bolzano (12.054), Provincia autonoma di Trento (8.852), Basilicata (6.520), Molise (5.239), Valle d’Aosta (2.879).

In Italia la regione che ha somministrato la percentuale più alta di dosi messe a disposizione è la Campania (95,7%), il dato più basso è quello della Calabria (43,3%).

La Campania resta prima per percentuale di dosi utilizzate rispetto a quelle consegnate, il 95,7%. Segue il Veneto, al 77%. Emilia Romagna e Umbria sono oltre il 73%, Piemonte e Toscana poco sotto. La Lombardia è al 63%. In coda la Calabria, con il 43% di fiale usate sul totale.

Le donne vaccinate sono 627.474, gli uomini 374.570. Gli operatori sanitari e sociosanitari sono la categoria che finora ha ricevuto più dosi: 754.901. Poco più di 87mila gli ospiti di strutture residenziali.

Intanto Pfizer ha confermato che le consegne di vaccini rallenteranno a fine gennaio-inizio febbraio, il tempo necessario per modificare il processo di produzione e aumentare il ritmo nelle settimane successive. “Pfizer sta lavorando duramente per fornire più dosi di quanto inizialmente previsto con un nuovo obiettivo dichiarato di 2 miliardi di dosi nel 2021”, ha giustificato il gruppo in un messaggio inviato all’Afp.

Le modifiche da apportare alla struttura di produzione “richiedono ulteriori approvazioni normative” e pertanto potrebbero esserci “fluttuazioni nei programmi di ordini e consegne nello stabilimento belga di Puurs”.