lombardia confermata zona rossa

La Zona rossa entrerà in vigore dal 17 gennaio fino 31 gennaio per cercare di limitare i contagi da coronavirus .

Nell’area rossa, quella con il maggior numero di restrizioni, sono finite Lombardia, Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano. Ecco cosa si può fare e cosa no in queste zone.

La Lombardia, come anticipato dal presidente della Regione Attilio Fontana, è in zona rossa. Assieme ai dati forniti dal monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità (con l’indice Rt che in Lombardia è pari a 1,38, rischio alto), è arrivata anche l’approvazione del nuovo Dpcm, che segue quella del decreto legge che aveva aggiunto una nuova colorazione, la zona bianca, alla suddivisione delle regioni italiane. Con l’ultimo Dpcm l’esecutivo introduce ulteriori restrizioni valide dal 16 gennaio al 5 marzo: tra le altre cose i bar non potranno più operare la vendita ad asporto a partire dalle 18, mentre sarà loro consentito proseguire con la consegna a domicilio senza limiti d’orario.

La Lombardia entra in zona rossa da domenica 17 gennaio fino al 31 gennaio.

Spostamenti solo per comprovate esigenze

Nella zona rossa ci si può muovere dalle 5 alle 22 soltanto per “comprovate esigenze”, cioè motivi di lavoro, salute ed emergenze all’interno del proprio comune. È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, all’interno del territorio, ma chi deve accompagnare i figli a scuola può farlo. Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti in massimo due persone (sono esclusi i minori di 14 anni e i disabili), ma solo all’interno del proprio territorio comunale. Rimane valido sempre il divieto di spostamento tra regioni anche di diverso colore, tranne – di nuovo – per comprovate esigenze. Come in tutte le regioni, è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, tranne che per le seconde case fuori dalla Regione o Provincia autonoma e sono sempre valide le limitazioni agli spostamenti dalle ore 22 alle 5. In caso di controlli, deve sempre essere mostrata o compilata al momento l’autocertificazione.

Negozi chiusi e quali aperti

Vengono chiusi tutti i negozi al dettaglio, tranne i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole. Sono aperti anche parrucchieri e barbieri, lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, negozi di abbigliamento per bambini e di giocattoli, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. Per quanto riguarda i centri commerciali, le uniche attività aperte al loro interno sono i gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai, mentre tutti gli altri negozi verranno chiusi. I mercati possono vendere solo generi alimentari.

Asporto consentito fino alle 18 per i bar

Come si legge nel testo del nuovo dpcm, “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione – bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie – ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Tutte queste attività possono fare asporto fino alle 18 (i bar) e fino alle 22 (i ristoranti), mentre è sempre consentito senza limiti di orario ordinare cibo e bevande e domicilio. È questa la principale novità per le attività di ristorazione che si trovano in fascia rossa.

Palestre e piscine chiuse, ok sport individuale

Nelle regioni rosse rimangono chiuse palestre, piscine e circoli, tranne quelli dove si allenano sportivi professionisti. Vietato anche praticare pesca dilettantistica o sportiva, così come la caccia. Sospese tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale, così come gli allenamenti. Si può fare sport “esclusivamente all’aperto e in forma individuale” e in prossimità della propria abitazione, sempre con la mascherina e rispettando il distanziamento sociale.

Scuole superiori restano chiuse: dad al 100 per cento

Con la zona rossa resteranno chiuse anche le scuole superiori, che in Lombardia per effetto di una sospensiva del Tar avrebbero dovuto riaprire lunedì 18 gennaio (al 50 per cento della presenza). Come confermato da Fontana, lunedì gli studenti delle superiori, che proprio oggi avevano protestato in diversi licei milanesi, non torneranno in classe e proseguiranno con la didattica a distanza al 100 per cento.

Quando serve l’autocertificazione nelle zone rosse

In zona rossa l’autocertificazione è sempre richiesta. Sono vietati tutti gli spostamenti anche all’interno del proprio Comune, se non in caso di necessità, per esigenze di lavoro e salute, tutti motivi che dovranno essere comprovati dall’autocertificazione. Restano chiusi i negozi, tranne quelli considerati di prima necessità. Resta la possibilità di spostarsi verso l’abitazione di parenti o amici una volta al giorno, massimo due persone, esclusi disabili a carico e minori di 14 anni. Stop agli spostamenti nella regione e tra regioni diverse, e ovviamente coprifuoco confermato tra le 22 e le 5, salvo comprovati motivi di necessità, lavoro o urgenza da dichiarare nell’autocertificazione. Scuole chiuse, con dad al 100%.