babaco startup di frutta e verdura a domicilio punta all'estero

Babaco, startup nata durante la pandemia per la consegna domiciliare di frutta e verdura a Milano, sta riscuotendo sempre più successo. 

Babaco Market è un progetto nato a giugno 2020 grazie ai suoi due fondatori: Francesco Giberti e Luca Masseretti. Frutta e verdura, brutta ma buona, a domicilio in comode box.

L’idea è semplice: salvare tutta la frutta e la verdura che, seppur di ottima qualità, verrebbe scartata dalla grande distribuzione a causa di difetti estetici. “Una patata a forma di cuore, una melanzana con il naso, un kiwi o una ciliegia siamese, questi sono solo alcuni esempi di ciò che potrai trovare nella tua box.”. Questa è la promessa che viene fatta sul loro sito.

E ogni promessa è rispettata: Babaco mette a disposizione dei suoi consumatori diversi tipi di box e diverse possibili frequenze con cui riceverle. I prodotti sono di stagione e di qualità, provenienti da agricoltori attenti, piccoli produttori e presidi slow food con sede in tutta Italia.

Inizialmente, il progetto si è concentrato su Milano, riuscendo a salvare decine di tonnellate di frutta e verdura. Da lì, l’obiettivo è stato quello di espandersi dall’hinterland milanese a tutta la Lombardia, fino alla volontà di arrivare in diverse città italiane e anche oltre.

Babaco, infatti, è stata premiata durante la Digital Week nel progetto “StartupPerMilano”. Grazie a questo premio, la startup ha ricevuto un investimento di 100 mila euro, da parte dell’imprenditore Fabio Cannavale, nell’ambito di un finanziamento di 1,5-2 milioni di euro in equity da investitori privati e business angels.

Giberti allora ha già in programma nuove aperture: con i fondi che sta raccogliendo punta su Torino, Bologna, Bergamo e Brescia, ma pensa anche all’estero.

Inoltre, non dimenticando la città da cui tutto è partito, Cannavale ritiene che il progetto possa essere utile per la ripartenza economica milanese. Afferma infatti: “Ci credo molto. A Milano c’è storicamente una borghesia imprenditoriale attenta ai temi sociali. E l’accoglienza che i milanesi hanno dato ai servizi della mobilità in sharing, solo per citare un caso, dicono quanto ci sia fame di questo genere di proposta. Anche a costo di spendere qualcosa in più: non è su questo che risparmia la maggioranza delle famiglie”.