nuovo decreto riapertura

Il nuovo Decreto riaperture è pronto: il Consiglio dei Ministri ha firmato all’unanimità, accogliendo con entusiasmo la road map proposta da Mario Draghi.

Il testo del provvedimento dovrebbe essere già domani in Gazzetta Ufficiale.

Ci sono importanti novità, a partire dal coprifuoco (che verrà prima rinviato di un’ora e poi cancellato in prossimità dell’estate) alla ripresa dei matrimoni. È stato il premier Draghi a proporre – durante la cabina di regia che si è appena conclusa – il nuovo calendario delle riaperture, il quale, spiegano fonti di Palazzo Chigi, è stato approvato all’unanimità.

Con una situazione Covid in Italia in netto miglioramento (stanno crollando i contagi, ricoveri e decessi), si può finalmente ragionare su una graduale revisione delle restrizioni e sull’eliminazione del coprifuoco, anche se Draghi e i suoi invitano alla cautela.

Intanto l’Italia, ormai tutta gialla (tranne la Valle d’Aosta arancione per un’altra settimana) ha tolto la quarantena per i turisti che arrivano da UE, Schengen, Gran Bretagna e Israele, e ha preso il via la stagione balneare, con stabilimenti e piscine all’aperto che hanno ripreso l’attività.

Nuovo decreto: coprifuoco alle 23 o 24 e regole per bar e ristoranti

Le novità del decreto Covid di maggio partono proprio dal coprifuoco.

Attualmente fissato dalle 22 alle 5, da domani – 18 maggio, contestualmente all’entrata in vigore del Decreto riaperture – questo verrà spostato di un’ora: si potrà quindi tornare a casa alle 23:00. Ancora qualche giorno di pazienza, poi, e il coprifuoco verrà persino spostato a mezzanotte: questo tanto atteso appuntamento è in programma per il 7 giugno.

Il 21 giugno, con l’arrivo dell’estate, il coprifuoco verrà completamente eliminato.

Nuove regole ristoranti

In questo modo i ristoranti e i locali potrebbero servire al tavolo (all’aperto) almeno fino alle 22.30. Per quanto riguarda la possibilità di aprire anche al chiuso, sia a pranzo che a cena, bisognerà aspettare – come da programma – fino al 1° giugno, come deciso dalla Cabina di regia.

Palestre e piscine

Le piscine all’aperto hanno ripreso l’attività dal 15 maggio, mentre le palestre e le piscine al chiuso avrebbero dovuto riaprire il 1° giugno, stando all’attuale decreto.

Ebbene, la Cabina di regia ha scelto di anticipare la riapertura alla data del 24 maggio, ma solo per le palestre; decisione messa nero su bianco nel testo del provvedimento. Piscine al chiuso e centri benessere potranno riaprire solo dal 1° giugno.

Una data e regole per i matrimoni

La revisione servirà anche a trovare un accordo sulla ripresa di quei settori ancora fermi, come il wedding.

Le Regioni hanno presentato il protocollo per la ripartenza dei matrimoni (o per meglio dire dei ricevimenti, visto che le cerimonie sono consentite), e per ripartire si attendeva solamente la decisione del Governo.

Ebbene, la data scelta per la ripartenza è quella del 15 giugno, ma potranno partecipare al ricevimento solo coloro che sono in possesso del green pass.

Centri commerciali nel weekend

Attualmente i centri commerciali sono aperti nei giorni feriali, ma restano chiusi sabato, domenica e nei giorni festivi e prefestivi (tranne le attività essenziali al loro interno).

Nel Decreto riaperture viene però decisa la riapertura anche per i weekend: nel dettaglio, si riapre il 22 e 23 maggio.

Discoteche e sale giochi

Le discoteche, per il momento, non riaprono.

Prevista invece la riapertura dal 1° luglio delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

parchi tematici, invece, riaprono dal 15 giugno.

Manifestazioni sportive

Novità anche per la presenza del pubblico per tutti gli eventi e le competizioni sportive. Dal 1° giugno si potrà assistere all’aperto, dal 1° luglio al chiuso. I limiti sono quelli già previsti, ossia capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso.

Non solo riaperture. Si è deciso anche dei nuovi parametri per l’attribuzione delle fasce. L’indice Rt calcolato sui casi sintomatici resterà tra i criteri da prendere in considerazione, ma perderà il suo ruolo cruciale. Non sarà in base all’Rt che in una regione scatterà il rosso o l’arancione ma al suo posto avranno un ruolo determinante l’incidenza dei casi e l’Rt ospedaliero, che saranno interessati da una revisione.